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Tornano gli Scortilla, genovesi della New Wave

Tornano gli Scortilla (puttanella, letteralmente), con un nuovo disco dopo 40 anni di silenzio. Il 24 febbraio 1980 si teneva a Genova il primo concerto ufficiale degli Scortilla, gruppo di punta della new-wave italiana degli anni '80. A 40 anni di distanza, il quartetto (che si sciolse dopo qualche anno di tour in tutta Italia e un clamoroso successo al Festivalbar del 1984 con la canzone Fahrenheit 451)  torna sulla scena discografica in versione duo. Pivio, ora affermatosi a livello nazionale e internazionale come compositore di colonne sonore per il cinema, e Marco Odino, chitarrista e paroliere (ex collaboratore del quotidiano genovese Il Lavoro), presentano il nuovo album Fahrenheit 999, attraversato da una riflessione inquieta su come l’immaginazione del futuro si sia trasformata negli ultimi decenni, e realizzato nella cornice sonora da sempre marchio di fabbrica degli Scortilla: elettronica e senza compromessi.
Il pezzo d’apertura, che dà il titolo al disco, si riferisce alla prima hit lanciata dalla band nel 1984, Fahrenheit 451. Riproposta in chiave ‘destrutturata’ nella traccia n°4 - Destroyed f451 - la canzone era ispirata al famoso romanzo fantascientifico di Ray Bradbury e al film di François Truffaut nel 1966.  La storia è quella di un futuro distopico, in cui leggere o possedere libri è reato: i  vigili del fuoco invece di spegnere le fiamme sequestrano e bruciano i libri.  Fahrenheit 451 infatti è la temperatura cui prende fuoco la carta. Un mondo che ha bandito ufficialmente la fantasia. La canzone dell’84 si chiude rievocando una delle scene più allucinate e glaciali del film: il lungo corridoio di una scuola elementare dove, tra una schiera inquietante e grigia di giacche tutte uguali, risuonano le voci spente di “bambini che ripetono numeri in coro”. In Fahrenheit 999 quei bambini sono cresciuti per trovarsi in un futuro ancora peggiore di quello immaginato, dove le foreste sono in fiamme e i ghiacciai ormai morenti.
L’album è composto da sette brani ufficiali, di cui 5 brani cantati e due strumentali, più una bonus track – Intruders - su Flexidisc: il formato pieghevole e arrotolabile che negli anni ’50 e ’60 veniva allegato come omaggio nelle riviste musicali: un altro tributo alla tecnologia futuribile di ieri.

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