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'La serva padrona' e 'Trouble in Tahiti', doppia coppia nel dittico al Carlo Felice

Al Teatro Carlo Felice debuttano, in dittico, venerdì 28 gennaio, alle ore 20.00, con repliche il 29, 30 gennaio e 4, 5, 6 febbraio, “La serva padrona”, intermezzo musicale in due parti di Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennarantonio Federico, e “Trouble in Tahiti”, “one act opera in seven scenes” su musica e libretto di Leonard Bernstein.
Le due brevi opere saranno rappresentate per la prima volta in assoluto a Genova. L’allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, in prima rappresentazione teatrale, vede Alessandro Cadario alla testa dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, per la regia di Luca Micheletti, con le scene di Leila Fteita, le luci di Luciano Novelli. Il cast de La serva padrona si compone dello stesso Luca Micheletti (Uberto), Elisa Balbo (Serpina) e Giorgio Bongiovanni (Vespone), quello di Trouble in Tahiti di Luca Micheletti (Sam), Elisa Balbo (Dinah) e del Trio jazz formato da Melania Maggiore, Manuel Pierattelli, Andrea Porta.

«La programmazione del Teatro Carlo Felice prosegue con due brevi opere che, per la prima volta, arrivano sul palcoscenico del Teatro – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - l’opera buffa settecentesca “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi, andrà in scena in abbinamento con “Trouble in Tahiti”, opera di Leonard Bernstein che risale agli anni ’50 del secolo scorso: un accostamento tra generi differenti, che risulta quanto mai azzeccato e gradito a un pubblico vasto».

Il sovrintendente Claudio Orazi spiega: «La serva padrona, gioiello di Giovanni Battista Pergolesi, è l’opera che segna la nascita del genere dell’opera buffa nel Settecento. In occasione della sua prima rappresentazione nel nuovo Teatro Carlo Felice è significativamente stata abbinata, per la stessa mano registica di Luca Micheletti, acclamato sole poche settimane fa su questo stesso palco nella sua Vedova allegra, a “Trouble in Tahiti,” opera “dolceamara” di Leonard Bernstein, straordinario interprete e compositore che ha riportato il genere operistico a nuove vette di popolarità sul volgere degli anni ’50 del Novecento. I due titoli narrano di due storie d’amore dagli opposti destini, un happy ending, segnato dall’ascesa sociale della protagonista, nel primo caso e la caduta del velo di Maya sull’ipocrisia di un matrimonio borghese, nel secondo; ed è a maggior ragione per questo trovano una felice collocazione l’uno accanto all’altro. Il loro accostamento risulta vincente, in particolare in virtù di alcuni ingredienti comuni, iscritti nel patrimonio genetico dell’opera lirica d’ogni tempo: drammaturgie coinvolgenti, efficacissime, in grado di sollevare temi di grande attualità e interesse sociale, musica accattivante, l’alleanza tra il linguaggio della musica colta e una pronunciata vis melodica. I due capolavori dimostrano così quanto il passato, il presente e il futuro dell’opera siano tra loro vicini e contemporanei, alla portata di un pubblico quanto più eterogeneo possibile».

«Questi due atti unici, racconta Alessandro Cadario, pur esprimendosi con linguaggi molto differenti, affondano le radici nello stesso terreno e si nutrono degli stessi archetipi musicali. La chiave di lettura è quindi la sensibilità alla parola cantata/recitata e alle sfumature psicologiche dei personaggi che la musica evoca e restituisce in maniera viva e toccante. Un teatro musicale che non è né moderno né antico e riesce a comunicare al di fuori delle categorie temporali».

«Si tratta di un bel gioco di specchi, racconta Luca Micheletti, sia per la natura “giocosa” delle opere sia perché in questo spettacolo che affianca due coppie lontane nel tempo ma vicine nello spirito abbiamo per protagonista una terza coppia che si presta a rappresentarle entrambe. Essere in scena con mia moglie, Elisa Balbo – e aver ideato il progetto insieme a lei in tempo di lockdown – è sicuramente un valore aggiunto di questa operazione che finalmente incontra il pubblico dal vivo. L’idea alla base della mia regia è quella di assistere ad un viaggio nel tempo. E la macchina che lo consente è il teatro stesso. Dopo le schermaglie con apparente lieto fine nella Serva padrona, i due protagonisti si ritrovano nell’America di due secoli dopo, nel pieno di un’ennesima crisi di coppia. Una vicenda che Bernstein racconta da par suo, ispirandosi alla sua storia familiare. Due capolavori che messi al fianco l’uno dell’altro brillano di una luce inedita: tante le somiglianze, ma anche le preziose differenze».

Leonard Bernstein era in luna di miele nel 1951 quando iniziò a comporre Trouble in Tahiti, candido ritratto del travagliato matrimonio di una giovane coppia di periferia. Scritto tra i suoi più grandi successi di Broadway, On the Town del 1944, e Candide e West Side Story rispettivamente del 1956 e 1957, dal suo debutto nel 1952 al Festival of the Creative Arts della Brandeis University Trouble in Tahitim ha raggiunto le migliaia di rappresentazioni in tutto il mondo, tra cui 238 soltanto in occasione del centenario di Bernstein. La vicenda drammaturgica al centro dell’opera si ispira all’infelice vita coniugale dei genitori del compositore, ed è presaga del fallimento del matrimonio del compositore stesso, diviso tra le proprie inclinazioni omossessuali, i sentimenti e i doveri nei confronti della moglie e dei tre figli nati, il controllo sociale imperanti in quegli anni. Sul piano musicale l’opera attinge alla tradizione delle canzoni popolari americane del dopoguerra per offrire una critica senza compromessi del materialismo imperante.

 

Teatro Carlo Felice di Genova
Venerdì 28 gennaio 2022 ore 20.00 Abb. Opera A
Sabato 29 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera F
Domenica 30 gennaio 2022 ore 15.00 Abb. Opera C
Venerdì 4 febbraio2022 ore 20.00 Abb. Opera B
Sabato 5 febbraio 2022 ore 20.00 Abb. Opera L
Domenica 6 Febbraio2022 ore 15.00 Abb. Opera R

 

La serva padrona | Trouble in Tahiti

La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi

Intermezzo buffo in due parti su libretto di Gennarantonio Federico 

Personaggi e interpreti principali: 

Uberto Luca Micheletti

Serpina Elisa Balbo

Vespone Giorgio Bongiovanni

 

Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein 

One-Act Opera in seven scenes

Personaggi e interpreti principali:

Sam Luca Micheletti

Dinah Elisa Balbo

 

Trio Jazz 

Soprano Melania Maggiore 

Tenore Manuel Pierattelli 

Baritono Andrea Porta

  

Maestro concertatore e direttore Alessandro Cadario

Regia Luca Micheletti

Scene e costumi Leila Fteita

Luci Luciano Novelli

 

Paolo Fizzarotti

Una scena de La serva padrona: Serpina, Elisa Balbo, Vespone, Giorgio Bongiovanni, e Uberto, Luca Micheletti

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