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Foti e Gregucci uomini Samp: “Col Frosinone sarà la finale di Coppa del Mondo”

La Samp guidata da Foti e Gregucci (foto Facebook Sampdoria)

 

E’ iniziata alla Samp l’era Foti-Gregucci, sperabilmente pronuba di una svolta a livello di risultati. Un giro di vite che Jesper Fredberg, responsabile del settore tecnico blucerchiato, ha commentato così: “E’ sempre triste quando si lascia partire una persona. E’ il segno di un fallimento non solo del singolo, ma di tutti, E’ stata una decisione presa valutando performance e risultati. Ma le assunzioni non avvengono sulla base di dati e algoritmi, sono altri i fattori da considerare. Noi speriamo di mettere lo staff tecnico nelle condizioni migliori per scegliere quali giocatori impiegare”.

Si è chiesto al danese riguardo ad un eventuale ingaggio di Attilio Lombardo, personaggio amatissimo dalla tifoseria. Evasiva la replica: “La decisione di assumere l’attuale staff tecnico è stata condivisa, ma l’obiettivo è sempre quello di rinforzare sia la squadra, sia la società”. E quest’ultima nota lascia aperto uno spiraglio per qualche new entry nel lotto dei dirigenti o addirittura dei finanziatori.

Più chiaro è stato l’ultimo concetto espresso: “A gennaio cercheremo di rinforzare la squadra. Lo abbiamo giù comunicato al gruppo”.

A Friedberg ha fatto eco il suo partner operativo, il direttore sportivo Andrea Mancini: “La scelta di chiamare Gregucci e Foti è stata condivisa tra me e Friedberg e con la società. Gli algoritmi sono solo un supporto che segue la valutazione diretta. Ovvio, inizialmente sono stato io ad illustrare a Jesper le caratteristiche dei giocatori italiani. Tornando ad oggi, come l’anno scorso volevamo uno staff che incarnasse i valori della Sampdoria. Le qualità tecniche di questa rosa emergeranno, il campionato è lungo”.

Ed ecco i due nuovi timonieri. Lillo Foti, formalmente il secondo allenatore ma in sostanza l’autentico responsabile tecnico, è stato chiaro: “Non sono nato sampdoriano ma lo sono diventato anche grazie a mia moglie e agli amici. Certo, so cosa è successo, seguivo i blucerchiati anche dalla Turchia (dove era allenatore in seconda alle spalle di Hosé Mourinho n.d.r.). Ora, però, contano solo i risultati e i punti e bisogna guadare al match di sabato col Frosinone”.

Il trainer calabrese ha avuto due maestri eccezionali: “Bellissimo il periodo al fianco di Giampaolo. Tre anni formativi, nei quali abbiano fatto divertire i tifosi. Anche quella con Mou è stata un’esperienza incredibile. E’ una garanzia di successi e un grande comunicatore. Mi ha mandato un messaggio di incoraggiamento con scritto Forza Samp, perché sa cosa rappresenti per me questa società”.

Foti non ha escluso una modifica tattica; “Due punte? Stiamo cercando un equilibrio, l’ipotesi c’è. Cercheremo di dare energia e di costruire in allenamento quanto dovrà vedersi in partita. Tornando all’attacco, ho giocato alla Samp con Montella, Cassano, Pazzini, Pozzi e Quagliarella. Ora abbiamo Coda, che dovrà dare tanto, anche come leader, e trasmettere fiducia al gruppo”.

Per finire, Angelo Gregucci, già nello staff doriano nel convulso finale della scorsa stagione, con la salvezza acchiappata per un pelo. Già collaboratore di Roberto Mancini anche in Nazionale, è ufficialmente il nuovo allenatore, ma in realtà collaborerà con Foti: “Qui ho ritrovato un ambiente molto familiare, Non ho ancora annusato la squadra e fatto raffronti con quella dello scorso anno. Serve lavorare, ma anche mantenere umiltà e unità. Qui sono sempre stato circondato da sampdoriani: dovremo creare empatia con il gruppo. Quanto a Foti, sono stato io a farlo esordire da professionista, ho sempre creduto in lui come calciatore e come uomo”.

La sua analisi del momento attuale è stata un inno alla concretezza: “Ho visto qualche problema, come dice anche la classifica. Il primo avversario siamo noi stessi. Col Frosinone è già una finale, occorre raggiungere al più presto la linea di galleggiamento. Servono teste lucide e guai a sbagliare comportamenti tipo restare in dieci uomini. Bisogna scendere in campo con convinzione e con la mente sgombra. Va bene blindare la porta, ma bisogna anche segnare. La squadra ha qualità e credo che i giocatori a volte ti spingano a cambiare idea. La gara col Frosinone è la nostra finale di Coppa del Mondo. Poi ci sarà tempo per rompere l’anima alla società al fine di ottenere il meglio dal mercato. Ora però tocca a noi cercare di rivedere la luce senza chiedere nulla ai tifosi”.

Pierluigi Gambino

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