Il Genoa con il Leicester soffre per metà partita e nella ripresa trova la zampata vincente
L'abbraccio dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)
E’ un Genoa sperimentale quello schierato in entrambi i tempi di gioco da mister De Rossi, che in quest'avvio di tournée inglese mischia le carte. Di fronte ai rossoblù, ecco il Leicester, ormai lontanissimo dai tempi d'oro targati Ranieri, con uno storico scudetto. La fresca retrocessione in Serie C è una macchia da cancellare al primo colpo.
Grifo a due volti: per metà gara soffre parecchio, ma conferma una promettente saldezza difensiva e pone in evidenza un Bijlow tonicissimo, capace di allontanare tutte le perplessità che aleggiavano attorno a lui. Nella ripresa, con un avversario che mantiene in campo tutti i migliori, la nuova versione del Grifo è senz'altro più convincente. Colombo, altro giocatore proteso a convincere gli scettici, è il trascinatore e il giustiziere. Intendiamoci, scaturisce un successo platonicissimo, ma anche in questo momento della stagione è sempre meglio vincere.
Passando alla cronaca, inizialmente troviamo in porta il titolare Bijlow, poi Mercandalli, Otoa e Puczka nel terzetto difensivo, Norton-Cuffy ed Ellertsson esterni di centrocampo, con la coppia di interni composta da Masini e dal neppur diciannovenne Doumbia. In avanti ecco Baldanzi in rifinitura e il duo di incursori Havel-Vitinha. E' un undici inedito, dal quale il tecnico intende trarre indicazioni più che altro a livello atletico. Evidentemente, attenderà il secondo test Oltremanica, previsto martedì (ore 15) al cospetto del Bournemouth, compagine di Serie A, per tornare all'undici migliore del momento, ovviamente aspettando il ritorno di Ostigard e il debutto stagionale di Traoré, Messias, Vasquez e il vernissage dell'ultimo arrivato Mitaj, che si è aggregato ai nuovi compagni a tempo di record.
Il Leicester inizierà il campionato tra una settimana, e occorre solo qualche minuto per capirlo, data la differenza di brillantezza tra le due squadre. Tuttavia, si pensava ad un Grifone un po' meno in sofferenza. Il team inglese assume subito le redini del match e gli ospiti sono costretti sulla difensiva, con l'unica arma del contropiede per allentare la pressione.
Se non altro, questa gara serve a collaudare i riflessi di Bijlow, presto chiamato in causa da un'incornata di De Cordova-Reid. Il numero uno rossoblù si ripeterà due volte al 19° su Cullen. Poi altro intervento di Bijlow su bordata dalla distanza di Joseph. I pericoli nei pressi della porta genoana si infittiscono: se non altro, la fase difensiva è efficace, in ossequio al Dna di una squadra da anni a trazione posteriore.
Il finale di tempo - contrassegnato da un infortunio al temibile Nelson, costretto ad uscire - è meno sofferto per il Genoa, che nell'arco di metà gara non tira una volta in porta limitandosi a qualche lampo di Havel, il quale conferma una promettente propensione al contropiede. Due offside fischiati contro l'austriaco gridano vendetta, ma il bilancio genoano, anche con quest'attenuante, è deficitario, almeno nella fase offensiva.
Dopo l'intervallo il Grifone cambia totalmente fisionomia. Ecco Stolz tra i pali, Doucourè, Vogliacco e Klisys in difesa, Frendrup, Amorim e Wiafe nella zona nevralgica con Sabelli e Martin esterni e la coppia Meichtry-Colombo in avanscoperta. Anche in questo caso si tratta di esperimenti, col presupposto di un'intesa da costruire.
All'ora di gioco, cross al bacio dello specialista Martin e Colombo devia il pallone di testa ma senza la necessaria pericolosità. Adesso è il Genoa a mostrarsi più concreto, pur lasciando ugualmente qualche chance ai britannici. Gli attacchi rossoblù crescono di efficacia e di frequenza, con Colombo che si conferma già in forma campionato: mai visto così voglioso e presente. Ancora servito da Martin, il centravanti all'ora di gioco conclude di testa a lato. E' il prodromo del vantaggio genoano, che si registra al 69°, non caso con la firma del brianzolo, che sfrutta da par suo una puntuale imbeccata di Meichtry per infilare di sinistro.
Lo svantaggio stuzzica la reazione dei padroni di casa, che impegnano dapprima Stolz ad un intervento non agevole e poi centrano l'esterno della rete. Ma è il Genoa a sfiorare il bis con Meichtry, che obbliga il portiere rivale ad una paratona di piede. Poi tocca ad un provvidenziale recupero di Doucouré mettere una pezza ad una clamorosa incomprensione tra Stolz e Klisys.
Va benissimo così.
Pierluigi Gambino
