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Il derby delle beffe

Vedere il calcio in tivu - per chi non è tifoso - è più divertente che andare allo stadio. Al calcio giocato si

aggiunge il calcio parlato. Dove se ne sentono di tutti i colori.

Dalla mia abbuffata di calcio estrapolo due episodi in chiave genovese. La "Domenica sportiva" ospitava per la prima volta Edoardo Garrone. Elegantissimo, ha confermato che ha tutti i numeri per diventare un grande presidente. Sempre diplomatico, mai una parola sopra le righe. Ma ad un certo punto è venuto spontaneo chiedersi: ma lo è o ci fa?

Il dubbio è venuto quando la conduttrice Paola Ferrari gli ha fatto presente che, nonostante la pesante sconfitta, alla fine della partita i tifosi blucerchiati hanno chiamato i giocatori sotto la Sud e li hanno ringraziati.

Il presidente della Sampdoria ha ribattuto: "Li avranno ringraziati per le partite precedenti, non certo per quella contro il Palermo. Si può perdere come contro l'Inter dove la Sampdoria ha tenuto testa ai nerazzurri, a tratti ha giocato pure meglio, la partita l'ha decisa un uomo, Palacio. Non si può perdere come è avvenuto contro il Palermo, la Sampdoria non è esistita..."

Sembrava quasi che Garrone ignorasse la verità: e cioè che i tifosi avevano battuto le mani a Palombo e compagni perché cedendo i tre punti al Palermo hanno inguaiato il Genoa.

La marcia della Sampdoria nelle ultime partite è da retrocessione, fortuna che ha ancora un buon margine di vantaggio. Ma a questo punto diventa indispensabile la vittoria sui "cugini" e per il Genoa potrebbe essere il colpo di grazia.

Si sapeva che il Genoa non avrebbe potuto far punti a Napoli, visto che il Napoli aveva assoluto bisogno della vittoria per presentarsi allo scontro con il Milan con un certo margine di vantaggio. E Ballardini ne era consapevole tant'è vero che ha mandato Borriello in panchina e ce l'ha lasciato per tutta la partita. Il bomber era diffidato e l'allenatore non ha voluto rischiare di perderlo per il derby. Nelle inquadrature della tv Borriello non pareva soddisfatto del ruolo di spettatore. E incavolatissimo sembrava Enrico Preziosi che veniva inquadrato continuamente da Sky. Il presidente tornava a vedere il Genoa dal vivo dopo più di un mese. E' di Avellino, è tifoso del Napoli (aveva comprato il Genoa perché non era riuscito ad acquistare il Napoli) ci teneva a far bella figura. Se avesse dato per scontata la vittoria del Napoli, sarebbe rimasto a Desenzano del Garda.

Nell'intervallo è stato inquadrato mentre parlava con il telefonino e in tanti si pensava che avesse chiesto a Ballardini di far entrare Borriello nel secondo tempo. Ha lasciato la tribuna prima che finisse la partita e il cronista ha spiegato che se n'era andato perché era arrabbiato. Arrabbiato lo era di sicuro e per questo si era precipitato nello spogliatoio.

Il cronista Rai ha spiegato: "I giocatori del Genoa sono sul pullman da tre quarti d'ora, pronti a partire per l'aeroporto. Ma manca l'allenatore. Ballardini è chiuso nello spogliatoio con il presidente Preziosi. C'è anche il direttore sportivo Rino Foschi..."

Dopo un altro quarto d'ora di attesa è arrivato Ballardini, calmissimo come sempre. Ha raccontato che non era successo niente, che la sua posizione non è stata messa in discussione, che con Preziosi avevano esaminato il calendario del Genoa.

A questo punto Marco Civoli è sbottato: "E io dovrei credere che siete rimasti più di un'ora chiusi nello spogliatoio a parlare del calendario del Genoa..."

Ragionamento logico, del calendario avrebbero potuto parlare al ritorno a Genova e non mentre il pullman aspettava Ballardini con il motore acceso. Al cronista è venuto il dubbio che Preziosi avesse qualcosa da dire all'allenatore sul mancato impiego di Borriello. Ma Ballardini l'ha messo a tacere: "Il presidente è sempre il primo a conoscere le mie scelte". Come a dire: se a Preziosi non andava bene Borriello in panchina me l'avrebbe detto quando gli ho comunicato la mia decisione"

Ballardini ha pure ribattuto a Civoli: "Allora io sarei un bugiardo..."

Per carità. Ma è difficile credere a quello che ha detto Garrone e anche a quello che ha detto Ballardini. E ora aspettiamo il derby. Sarà il derby delle beffe?

Elio Domeniconi

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