Viacava risponde a Preziosi

Nei giorni scorsi, Enrico Preziosi aveva attaccato duramente il sindaco di Portofino, Matteo Viacava,

per il mancato rinnovo della concessione del parcheggio comunale alla Assobello, società del presidente del Genoa. Oggi è arrivata la replica del primo cittadino del borgo marinaro più famoso al mondo.
“Affido al presente comunicato stampa la mia risposta a tutte le accuse assurde e infamanti che mi sono state rivolte da Enrico Preziosi, presidente della Società Assobello S.r.l., nella giornata di venerdì scorso, 20 aprile, nel corso della Conferenza stampa ripresa dal Secolo XIX, rincarate lo stesso giorno su Repubblica e nuovamente ripetute dal Secolo XIX nella giornata di Sabato 21 Aprile.
Ho atteso due giorni prima di accettare gli inviti che mi sono stati rivolti dai giornalisti perché mi sono riservato di ascoltare nuovamente il video (che immagino abbia fatto il giro del mondo) e di rileggere con calma gli articoli. Sono un sindaco che, non vivendo di politica, deve lavorare e darsi da fare. Prima ancora, mi sono chiesto se valesse la pena rispondere. E mi sono detto “sì, certo che ne vale la pena” perché è stata superata la soglia della normale querelle, oltrepassato il limite della calunnia. Il Comune non ha fatto altro che applicare ciò che la legge gli consente: indiscussa l’integrità delle intenzioni, se avremo commesso errori, vorrà dire che correggeremo.
Le parole di Enrico Preziosi lasciano poco spazio all’immaginazione. O in modo diretto o, ed è ancora peggio, con la tecnica poco virtuosa dell’ingenerare sospetto, ha rovesciato fango su me, quale sindaco e pubblico ufficiale rappresentante di una comunità, di riflesso sulla mia giunta, sui consiglieri (tutti) che hanno appoggiato il progetto, sul segretario, sui concittadini di Portofino che, al momento della mia elezione, hanno votato un programma elettorale ambizioso orientato anche alla gestione diretta del parcheggio, di proprietà del Comune (ci tengo a sottolinearlo) che, dopo 25 anni, come da Contratto stipulato decenni fa, ritorna, per scadenza naturale, nella nostra piena e legittima disponibilità.
Enrico Preziosi ha gettato un’ombra sull’onestà morale delle mie intenzioni, del mio operato e di tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi allo sviluppo dell’iniziativa. Mi sento, quindi, in dovere di proteggere l’immagine anche di queste persone.
Avrete, infatti, letto che Enrico Preziosi ha dichiarato pubblicamente che le scelte del Sindaco Viacava sono finalizzate a “difendere interessi occulti” “dovute o a un consulente cretino o a interessi personali”.
Dimostri a questo punto quanto afferma con così tanta asserzione e certezza: da un lato, le accuse che mi sono state gratuitamente rivolte sono chiacchiere di maldicenza che lasceranno segni profondi; dall’altro lato esse pregiudicano, compromettendolo, il rapporto fiduciario che deve inevitabilmente sussistere tra un’Amministrazione comunale e qualsiasi soggetto che si propone come interlocutore di quest’ultima per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali. Sorvolo sull’abitudine di dare del cretino. Si commenta da sola.
Concedetemi una precisazione per tutti coloro che leggeranno. Venerdì 20 Aprile 2018 (due giorni fa), la Società Assobello S.r.l. amministrata da Enrico Preziosi ha depositato all’Ufficio Protocollo la sua Istanza di Project Financing. Bene, per darvi un’idea, correva il 28 Aprile 2017 (quasi un anno fa) quando l’Amministrazione comunale comunicava alla Società Assobello che, come da Contratto, la concessione sarebbe scaduta nel Febbraio 2018 e che, maturata la scadenza, il Comune avrebbe gestito in forma diretta il parcheggio di sua proprietà. E’ passato tanto tempo da quella comunicazione e guarda caso, pur nell’evidenza degli intenti, ci si fa avanti quando l’Amministrazione ha dimostrato di avere un suo progetto e di volerlo attuare. Se questo significa avere un interesse occulto, o cretino, o personale, ditemelo voi. Comunque, diversamente da quanto ho appreso da qualche quotidiano con mia sorpresa, il Comune valuterà anche la proposta appena pervenuta, come farebbe in qualsiasi altro caso.
Visto quello che ho letto e quello che ho ascoltato, penso di essere legittimato a esprimere anche un altro pensiero: nel momento in cui, Enrico Preziosi, riferendosi all’operato del Comune di Portofino, ha dichiarato che “questa è una cosa alla siciliana, per non dire peggio” (Repubblica) e che “la Riviera è come Genova” (sempre Repubblica) e che “Genova …. sappiamo come funziona… no …?” ha oltraggiato gli amici siciliani, tutti quei siciliani, soprattutto, consentitemi, Sindaci che si impegnano e si mettono al servizio dei cittadini giorno dopo giorno perché le cose cambino davvero; e ferisce i concittadini genovesi, noti per fare poche parole, per risparmiare energia, da investire in fatti. I genovesi mi pare lo abbiano accolto con ospitalità.
E allora, resta poco da dire, se non che mi aspetto che Enrico Preziosi chieda pubblicamente scusa ai siciliani, ai genovesi, ai portofinesi e, infine, al loro Sindaco. Le scuse, se dovessero giungere, non restituiranno certo ciò che è stato tolto alla mia persona e a quella di chi lavora in Comune insieme a me, ma potranno essere un gesto di buon senso, di umiltà, o serietà professionale, tutti elementi che Venerdì 20 Aprile 2018 e Sabato 21 Aprile 2018 sono venuti completamente a mancare”.

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