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Giorno della Memoria: Salis ricorda la Shoah e le leggi razziali italiane del 1938

La sindaca Silvia Salis e lo scrittore Antonio Scurati

«Il 27 gennaio del 1945 il mondo ha visto aprirsi i cancelli di Auschwitz e sarebbe un errore pensare che quell’orrore sia lontano da noi. Non è lontano da questo Paese, che nel 1938 ha promulgato le leggi razziali, pilastro dell’antisemitismo. Il fascismo non nasce dalla violenza: si nutre di indifferenza», ha affermato questa mattina la sindaca di Genova, Silvia Salis, durante la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

La sindaca ha sottolineato come il pericolo sia ancora presente nel mondo: da Paesi come l’Iran, dove libertà consolidate vengono cancellate in un istante, agli Stati Uniti, dove la violenza delle forze dell’ordine colpisce cittadini innocenti. «Giornate come questa servono ai giovani per sviluppare gli anticorpi contro il fascismo, che non è un fenomeno storico finito ma si manifesta oggi in comportamenti, parole e leggi che minano le libertà», ha spiegato Salis.

Rivolgendosi agli studenti presenti, ha aggiunto: «Il fascismo è come un bullo che attacca il più debole. Si combatte con la cultura, opponendosi alla semplificazione che favorisce il più forte sul più debole. La storia non procede in linea retta: può tornare indietro e farci regredire senza accorgercene».

Dopo l’orazione ufficiale dello scrittore Antonio Scurati, sono state premiate le scuole partecipanti alla prima fase del 24° concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Tra i premiati, la primaria “Anton Giulio Barrili” di Genova, il Liceo economico sociale “Marconi Delpino” di Chiavari e il liceo Andrea D’Oria di Genova con i loro lavori sulla memoria della Shoah. 

Il premio dedicato a Miriam Kraus, istituito da Aned Genova, è stato conferito a Riccardo Bagnato per la ricerca sulla deportazione dello zio Antonio Milani, che sarà ricordato con una nuova pietra d’inciampo posata il 6 febbraio in via Walter Fillak.

La cerimonia, trasmessa anche sulla pagina Facebook del Comune di Genova, fa parte di un calendario ricco di iniziative realizzate in collaborazione con istituzioni e associazioni locali, volte a mantenere viva la memoria e a promuovere una società più aperta e inclusiva.

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