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Presunto dossieraggio della Regione Liguria sui giornalisti, la politica genovese si divide

Il palazzo di Regione Liguria

A Genova esplode lo scontro politico sul presunto dossieraggio nei confronti di alcuni giornalisti della redazione de ‘Il Secolo XIX’. La vicenda, emersa dopo le ricostruzioni pubblicate da ‘La Repubblica’ e ‘Il Fatto Quotidiano’, riguarda presunti report redatti dall’ufficio stampa della Regione Liguria sul lavoro di cronisti che seguono l’attività politica regionale e inviati, accompagnati da lamentele, all’editore del giornale genovese.

Secondo il Partito Democratico si tratterebbe di un episodio grave che metterebbe in discussione il rapporto tra istituzioni e informazione. Il segretario cittadino Francesco Tognoni parla di «un metodo di pressione che non può trovare spazio nelle istituzioni», sostenendo che la costruzione di dossier sui giornalisti e la segnalazione agli editori rappresenterebbero una forma di delegittimazione del lavoro delle redazioni.

Sulla stessa linea la capogruppo dem in consiglio comunale Martina Caputo, che sottolinea come «la libertà di stampa sia un pilastro della democrazia». Per l’esponente del PD è necessario chiarire fino in fondo la vicenda, perché il compito della politica dovrebbe essere quello di garantire pluralismo e indipendenza dell’informazione, non di esercitare pressioni. 

Duro anche l’intervento del Movimento 5 Stelle. I consiglieri comunali Marco Mes e Marco Casini accusano Marco Bucci di essersi contraddetto nella conferenza stampa convocata ieri per difendersi dalle accuse. Secondo i pentastellati, alcuni precedenti episodi – tra critiche pubbliche ai cronisti e tensioni con le redazioni – renderebbero necessario fare piena luce su quanto accaduto.

Di tutt’altro avviso i partiti della maggioranza, che respingono con decisione l’accusa di dossieraggio. La Lega ligure parla di una «versione distorta dei fatti costruita per montare un caso politico», sostenendo che il confronto tra istituzioni e direzioni dei giornali sia una pratica normale quando si ritiene che vi siano rappresentazioni ritenute scorrette.

Anche Fratelli d’Italia, con il capogruppo regionale Rocco Invernizzi, respinge le accuse e definisce l’attività contestata come una «normale analisi della rassegna stampa». Per la maggioranza si tratterebbe dunque di un lavoro ordinario di monitoraggio della copertura mediatica, soprattutto in periodi politicamente delicati.

Dello stesso pensiero anche Forza Italia. Il capogruppo regionale Carlo Bagnasco parla di polemiche «costruite ad arte» per attaccare la giunta e ribadisce la solidarietà allo staff del presidente.

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