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Carlo Felice: conti in miglioramento, più pubblico e nuove strategie

La sindaca Silvia Salis tra il sovrintendente Michele Galli e l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari (a destra)

 

Si consolida il percorso di rilancio della Fondazione Teatro Carlo Felice, al centro della Commissione congiunta Cultura e Bilancio riunita nella Sala Rossa di Palazzo Tursi. L’incontro ha rappresentato un passaggio chiave per valutare lo stato di salute dell’istituzione lirica genovese e delinearne le prospettive future alla luce del primo anno di attività della nuova governance.

Alla presenza degli assessori Giacomo Montanari e Alessandro Terrile, del sovrintendente Michele Galli e dei rappresentanti istituzionali e sindacali, è stata illustrata la relazione “Un anno all’opera”, documento che fotografa il periodo tra aprile 2025 e aprile 2026. Il dato più significativo riguarda la crescita del pubblico: gli abbonati passano da 1.371 a 1.952, con un incremento del 42%, mentre l’affluenza media raggiunge il 70%, superando le criticità segnalate in passato.

La strategia artistica ha puntato su un equilibrio tra sostenibilità economica e attrattività del cartellone. La revisione dei titoli, con scelte più popolari come Don Giovanni e Tosca, ha prodotto risultati concreti: eventi come il Concerto di Capodanno e i Carmina Burana hanno registrato il tutto esaurito. Parallelamente, si rafforza il legame con il territorio attraverso una programmazione diffusa che nel 2026 toccherà diverse località liguri, da Imperia a Sarzana, fino a Laigueglia, e collaborazioni internazionali come il progetto CLIP di Portofino.

Sul piano amministrativo, il teatro avvia una riorganizzazione profonda: nuovo organigramma, piano triennale del personale e aggiornamento del modello organizzativo. Tra gli interventi più rilevanti figurano il trasferimento dei materiali scenici nei magazzini di Casale Monferrato, la ripresa della manutenzione della macchina scenica e l’introduzione dell’illuminazione a LED entro luglio 2026, grazie al Fondo Strategico Regionale. Importanti anche i risultati economici: 431mila euro generati dalla messa a reddito degli spazi nel 2025, con previsioni di 700mila euro per il 2026.

Per la prima volta, la Fondazione si dota inoltre di una struttura professionale dedicata al fundraising. Il progetto “I custodi del faro” ha già coinvolto grandi partner industriali e finanziari, con l’obiettivo di raccogliere 1,65 milioni di euro entro fine 2026. Una leva ritenuta fondamentale per ridurre la dipendenza dai contributi pubblici, che restano comunque centrali: il Comune di Genova prevede un sostegno complessivo superiore ai 6 milioni di euro per il 2025.

Nel dibattito emerge con chiarezza la necessità di una stabilità strutturale. Terrile ha sottolineato il peso dei costi energetici e le criticità del Fondo Unico dello Spettacolo, mentre Montanari ha evidenziato il passaggio da una gestione emergenziale a una visione strategica di lungo periodo. L’obiettivo condiviso è duplice: eliminare il debito e ampliare la base del pubblico, coinvolgendo giovani, scuole e tessuto imprenditoriale.

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