Emigrazione, presentato il podcast che ripercorre vita e carriera di Gilberto Govi
La premiazione in Regione Liguria
È stato presentato oggi nella Sala della Trasparenza di Regione Liguria il podcast "Gilberto Govi, la maschera della Liguria", prodotto da Clacson Media e promosso dall'Associazione Liguri nel Mondo con il contributo di Regione Liguria. Otto puntate che ripercorrono la vita e la carriera di Govi, dagli esordi fino al cinema e alla televisione, approfondendo allo stesso tempo i diversi aspetti della sua arte: il rapporto con la lingua genovese, lo studio dei personaggi e dei tic quotidiani, l'uso del trucco, il disegno delle figure che avrebbe poi interpretato, le pause e una presenza scenica capace di conquistare il pubblico con mezzi apparentemente minimi. Uno spazio particolare è dedicato al rapporto di Govi con l'emigrazione e alle tournée in Sud America, dove il suo teatro restituiva ai tanti liguri lontani dalla propria terra qualcosa della loro casa, attraverso la lingua, i caratteri e i modi di vivere. Il podcast ricostruisce inoltre il ruolo avuto da Govi nello sviluppo dello stesso teatro genovese, stimolando nuovi autori a scrivere commedie nella lingua locale.
Il progetto nasce da un lavoro di ricerca condotto da Gabriella Airaldi, Mario Menini, Simone Pacini e Alessandro Casale, attraverso la bibliografia dedicata a Govi e le testimonianze di persone che lo hanno conosciuto direttamente o indirettamente. Scritto da Alessandro Casale, con produzione esecutiva di Daniela Zeziola e la narrazione di Ivo Rizzi, il podcast raccoglie le voci di Paolo Ripamonti, Gabriella Airaldi, Mario Menini, Piero Campodonico, Tullio Solenghi, Simone Pacini e Sandro Ghini, con la partecipazione di Roby Carletta e Bianca Podestà.
Alla presentazione sono intervenuti l'assessore all'Emigrazione Paolo Ripamonti, il presidente dell'Associazione Liguri nel Mondo Mario Menini, l'autore del podcast Alessandro Casale e la storica Gabriella Airaldi. L'incontro ha visto inoltre gli interventi di alcuni dei protagonisti del podcast e uno sketch di Roby Carletta e Bianca Podestà.
"Gilberto Govi è uno dei personaggi che più di ogni altro ha saputo raccontare Genova e la Liguria, portandone la lingua, l'ironia, i caratteri e la cultura ben oltre i nostri confini - dichiara l'assessore Paolo Ripamonti - La sua genovesità è diventata patrimonio di tutti i liguri, compresi quelli che vivono lontano dalla loro terra d'origine. Per questo abbiamo voluto sostenere un progetto che utilizza uno strumento contemporaneo come il podcast per mantenere viva questa eredità e farla conoscere anche alle nuove generazioni e alle comunità liguri nel mondo".
"Govi continua a rappresentare un legame fortissimo tra la Liguria e le comunità dei nostri corregionali all'estero - sottolinea il presidente dell'Associazione Liguri nel Mondo Mario Menini - Attraverso questo podcast vogliamo contribuire a conservarne la memoria e, nello stesso tempo, farla viaggiare ancora una volta oltre i confini regionali, raggiungendo i liguri e i loro discendenti ovunque si trovino".
"Abbiamo voluto raccontare Govi a tutto tondo, cercando di capire anche i segreti del suo mestiere e da dove nascesse un talento così particolare - spiega l'autore Alessandro Casale - Abbiamo lavorato sulla bibliografia e sulle testimonianze di chi lo ha conosciuto direttamente o indirettamente, scoprendo un artista molto più complesso di quanto possa apparire: attore, disegnatore, osservatore straordinario delle persone e dei loro comportamenti. Ne è nato un percorso in otto puntate che segue la sua vita ma approfondisce anche singoli aspetti della sua arte e del suo rapporto con la Liguria e con l'emigrazione. Un ringraziamento particolare va a Tullio Solenghi, che con grande generosità ha condiviso con noi la sua esperienza personale e professionale legata a Govi. Abbiamo pensato che fosse bello ricordarlo a chi già lo conosce e, soprattutto, farlo incontrare a chi ancora non ha avuto occasione di scoprirlo".
"Raccontare Govi significa inevitabilmente raccontare anche un pezzo della storia culturale e sociale di Genova e della Liguria - aggiunge Gabriella Airaldi - La sua figura appartiene a un contesto preciso, ma ha saputo superarlo: attraverso il teatro e la lingua ha trasformato caratteri profondamente radicati nella realtà genovese in qualcosa capace di essere riconosciuto e compreso da un pubblico molto più vasto".
