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Il Tar respinge il ricorso sulla tassa d’imbarco, Salis: “Avevamo ragione”

Navi da corciera nel porto di Genova

 

Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da Assarmatori, Assagenti, Grandi Navi Veloci, Moby e Stazioni Marittime contro il Comune di Genova, confermando la legittimità dell’introduzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, pari a 3 euro per passeggero.

I giudici amministrativi hanno ritenuto legittimi sia l’istituzione del tributo sia il regolamento attuativo e la previsione delle relative entrate nel bilancio comunale. La sentenza respinge, in particolare, la tesi secondo cui il Comune avrebbe dovuto rinunciare all’imposta facendo affidamento esclusivamente sull’aumento dell’addizionale Irpef.

Secondo il Tar, infatti, le due misure non sono alternative, ma devono essere applicate congiuntamente nell’ambito degli impegni assunti dal Comune con lo Stato attraverso il patto per il riequilibrio strutturale. L’addizionale sui diritti di imbarco costituisce quindi una misura necessaria anche ai fini dell’accesso al contributo statale previsto per il risanamento dei conti dell’ente.

Il tribunale ha inoltre stabilito che l’introduzione del tributo non eccede le finalità di riequilibrio finanziario e non è finalizzata a un semplice incremento della spesa comunale. Ritenuta legittima anche la scelta di demandare a una successiva convenzione le modalità concrete di applicazione e riscossione dell’imposta. L’accordo dovrà essere definito dalla Giunta con Stazioni Marittime, concessionaria dei terminal passeggeri, oppure direttamente con le compagnie di navigazione.

«La pronuncia del Tar conferma che avevamo ragione su tutta la linea, certificando la totale legittimità del nostro operato», dichiarano la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, ricordano anche che l’introduzione dell’imposta era prevista già dal 2023 e collegano la misura agli impegni assunti dall’ente con lo Stato e alla necessità di non perdere 25 milioni di euro di contributi. 

Salis e Terrile sottolineano inoltre la funzione di compensazione per l’impatto del traffico portuale sulla città e invitano gli operatori coinvolti a un confronto per definire modalità di applicazione e riscossione.

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