Il Genoa dei giovani si congeda con un primo tempo da favola e uno squillante successo
L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)
Il Genoa che non ti aspetti espugna il “Dall'Ara” battendo con pieno merito il Bologna fresco vincitore in Coppa Italia sfoggiando un primo tempo tra i migliori dell'intera annata. Il Grifone soffre nei primi minuti, concede una palla gol per un errore di Otoa e poi sale di tono sino a dilagare.
Al 17' la prima rete, propiziata da un corner ad entrare di Martin verso Vitinha - tra gli osservati speciali del match, impiegato nel ruolo naturale di centravanti - che stoppa e dal limite dell'area scarica con decisione nell'angolo più lontano.
Nove minuti dopo il bis indimenticabile, stavolta firmato da Lorenzo Venturino. Il baby di Arenzano (19 anni da compiere) riceve palla sull'out di sinistra e converge con un'azione personale irresistibile bevendosi tre avversari e, appena entrato nei sedici metri, fulmina di precisione il portiere felsineo. Non pago della prodezza, al 43' il promettente prodotto della cantera genoana completa la personale doppietta girando in porta su passaggio di Vitinha, abile a rubare palla ad un difensore avversario.
Nella ripresa si assiste alla prevedibile reazione degli emiliani. La gara diventa quasi un monologo, ma la fase difensiva degli uomini di Vieira è pressoché perfetta, se eccettuiamo la circostanza dell'unica rete dei petroniani, registrata al 64' quando un lungo lancio dalle retrovie pesca Orsolini scattato al momento giusto e bravo a sfruttare la distrazione di Martin per battere l'incolpevole Sommariva, terzo portiere, appena entrato in campo. L'estremo difensore di Seri Ponente si opporrà nel prosieguo ad almeno tre tentativi insidiosi dei padroni di casa proteggendo alla grande il decimo successo dell'era Vieira, primo exploit contro una “grande”.
Il tecnico francese ha alternato parecchi giovani (dentro nella ripresa anche Ekhator) ottenendo maiuscole risposte in prospettiva futura sia da due goleador sia da Norton Cuffy. Meno esaltante la prova dell'atteso Onana, ma neppure Messsias, in campo sino alla fine, ha raggiunto la sufficienza.
Pierluigi Gambino
