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Il presidente ha annunciato Fredberg CEO e Donati mister, ora è ufficiale il nuovo corso della Samp

Matteo Manfredi (foto sito Sampdoria)

 

Ora c’è anche il sigillo dell’ufficialità nel nuovo corso della Sampdoria. Con un lungo e dettagliato comunicato, il presidente Matteo Manfredi ha annunciato due mosse peraltro nell’aria da giorni: l’ingaggio di Massimo Donati come allenatore e di Jasper Fredberg come CEO dell’area football.

Proprio al manager, danese, 44 anni, il numero uno doriano ha dedicato le parole più lusinghiere: “Fredberg vanta un’esperienza internazionale in club come Anderlecht, Panatinhaikos, Omonia Nicosia, Vibord ed oggi è uno dei dirigenti più innovativi del calcio europeo. All’Anderlecht ha rivitalizzato la strategia sportiva del club, modernizzato il modello di selezione dei giocatori e posto lo sviluppo dei talenti al centro del progetto. In precedenza, aveva portato il Viborg dalla seconda divisione danese a lottare per il vertice nella massima serie. La sua esperienza e la sua visione sono perfettamente allineate ala nostra: una Sampdoria sostenibile, competitiva e ambiziosa, supportata da dati e tecnologia e guidata da dirigenti esperti”.

Approccio rivoluzionario per il nostro calcio, ma da accogliere e seguire con attenzione. Nascerà senz’altro una squadra ricca di giovani e soprattutto di calciatori sull’emergente mercato danese, ricco di prospetti interessanti ed economicamente accessibili. Che riescano ad inserirsi nel contesto clcistico italiano, ben differente, è una delle incognite che accompagneranno il futuro blucerchiato. Certo, non è rassicurante la sua più recente avventura di Fredberg, nel più prestigioso club belga, con un nono posto finale che rappresenta il piazzamento peggiore dal 1938. Il licenziamento patito un anno fa è pur sempre una “macchia” nella breve carriera.

Manfredi si è pronunciato pure su Massimo Donati, erede di Chicco Evani in panchina: “Ha costruito una carriera da allenatore promettente, definita da idee chiare, professionalità e capacità di ottenere il meglio da giovani talenti. Il suo lavoro negli ultimi anni non è passato inosservato”. Friulano, 44 anni, un passato più che dignitoso come calciatore (con parentesi anche alla Samp), ha ottenuto risultati probanti nel Legnago con una promozione al primo colpo in C e l’accesso ai playoff nella stagione successiva, ma la sua avventura più recente, in Grecia al Kallithea (serie A), si è chiusa dopo 14 partite, archiviate senza una sola vittoria. Donati predilige il calcio fisico con pressing uomo contro uomo e aggressività e riesce sempre ad instaurare con i propri calciatori un rapporto eccellente, ma la sua conoscenza pressoché nulla della Serie B suscita più di una perplessità. Il suo nome è scaturito dagli algoritmi, ma non sempre questa tecnica di scouting sortisce risultati favolosi.

Non è mancato, nella lunga esposizione del presidente, un accenno ad Andrea Mancini, confermato come direttore sportivo forse sulla scorta di un contratto in scadenza 2026 e nonostante la sua vicinanza con lo staff che, conquistata una miracolosa salvezza, è stato mandato a casa. Riusciranno Feedberg e il figlio d’arte a convivere proficuamente? Ecco un altro mistero da sciogliere. Di sicuro i due dovranno compiere l’impresa di ricostruire quasi da zero un organico degno di competere non solo per la salvezza ma per l’agognato salto di categoria.

Significativo anche il riferimento di Manfredi alle prospettive societarie: “La proprietà del club resta nel contempo solida e pienamente impegnata a investire nel futuro della Sampdoria. La nostra ambizione è chiara: vogliamo rilanciare il nostro club a partire proprio da un’identità calcistica riconoscibile, capace di onorare la storia della Sampdoria”.

Fieri propositi, non lontani da quelli sbandierati qualche mese fa, nell’unica uscita dialettica del primo dirigente doriano, il quale – come ormai noto – è stato virtualmente “commissariato” da Nathan Walker, manager inglese, braccio destro del principale azionista Joseph Tey. A Manfredi resta il ruolo assolutamente marginale di trait d’union tra la struttura tecnica e quella finanziaria, lasciata nelle mani dell’amministratore delegato Raffaele Fiorella, cui resta il compito più delicato: coagulare attorno alla società un gruppo di potenziali acquirenti, in grado di avvicendare il pur ricchissimo uomo di Singapore, intenzionato semplicemente a tenere in vita la Samp, ma senza garantirle le risorse per un rilancio.

Intanto si avvicinano scadenze pesantissime da onorare, sia nei confronti dello Stato, sia verso i fornitori e le società che la scorsa estate avevano ceduto in prestito con obbligo di riscatto calciatori prestigiosi e costosi. Un raggio di luce, in cotanto buio, è la fissazione del ritiro precampionato, previsto a Ponte di Legno da martedì 22 a venerdì 1° agosto, ma occorre ben altro per rischiarare un quadro di fondo che resta altamente critico, ancorché non allarmante.

La tifoseria – indignata per certe decisioni inaccettabili (allontanamento dei “cuori blucerchiati” Evani e Lombardo, smantellamento delle giovanili, abbandono della squadra femminile) e per altri segnali di crisi economica – più che attendere l’avvio della campagna abbonamenti aspira a veder chiaro nell’avvenire del club.

Martedì, presso la sede dei Fedelissimi dovrebbe aver luogo un’assemblea convocata allo scopo di definire una strategia di contestazione e aperta tutte le componenti del popolo blucerchiato, mai così frastornato, incredulo e avvilito.

Pierluigi Gambino

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