Un secondo tempo scoppiettante non basta al Genoa per scongiurare la sconfitta contro l’Inter
La formazione rossoblù scesa in campo al Ferraris contro l'Inter (Foto sito Genoa)
Non basta al Genoa un secondo tempo coraggioso per scongiurare la sconfitta di fronte all'Inter, che segna anche la perdita dell’imbattibilità di mister De Rossi in campionato.
I nerazzurri, nuovi leader della serie A, passano in vantaggio al 6' con il difensore Bisseck, che dal limite calcia un pallone non certo irresistibile, ma il portiere rossoblù Leali si tuffa in palese ritardo e si fa bucare sull'angolo da lui protetto.
La partenza ad handicap è un colpo durissimo per i rossoblù, schierati con la formazione di Udine fatta eccezione per il ritorno di Frendrup e l'innesto a sorpresa di Ellertsson al posto di Thorsby. Sino all'intervallo non c'è partita: gli ospiti controllano agevolmente le iniziative velleitarie dei locali, che al 22' potrebbero andare ancora sotto ma la conclusione di Lautaro Martinez è centrale. Poi Leali salva in uscita su Esposito ma al 38' deve nuovamente arrendersi: ancora Lautaro, a sinistra, sposta come un fuscello l'acerbo Marcandalli ed esplode un destro potentissimo che si infila dopo aver urtato il palo: magnifica esecuzione.
Nella ripresa si assiste lungamente ad un botta e risposta tra le due squadre, ma senza emozioni particolari. De Rossi verso l'ora di gioco sostituisce l'impalpabile Colombo con Ekuban, che si rivelerà subito più combattivo del compagno. Dopo un'inzuccata imprecisa di Bisseck, al 68' la gara si riapre a sorpresa quando Martin lancia lungo verso sinistra, Ekuban lascia scorrere palla ma il difensore Akanji - già ammonito - non commette fallo e Vitinha può involarsi verso Sommer, scartarlo e depositare nella rete sguarnita. Il gol rossoblù impaurisce i meneghini e mister Chivu è costretto alle prime sostituzioni. Risponde De Rossi immettendo Gronbaek ed Ekhator, forze fresche, per Frendrup e Vitinha. La sfida si fa incandescente. Una punizione di Gronbaek è secca ma centrale.
All'84', nel pieno della pressione genoana alla ricerca del pareggio, dalla Nord arriva in campo un fumogeno, che obbliga l'arbitro ad interrompere il match e consente agli ospiti di rifiatare. Poi Leali evita il tris nerazzurro su inzuccata di Thuram e all'inizio del recupero Ekhator con una spizzata di testa esalta le doti di Sommer, che se la cava in due tempi.
Il ko non rovina i piani del Genoa, che resta quart'ultimo con Cagliari e Parma. Gode solo il Verona, che, vittorioso a Firenze, si avvicina a sole due lunghezze dal trio.
Pierluigi Gambino
