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Terzo successo interno consecutivo della Samp, che batte la Reggiana ed esce dal baratro

L'esultanza dei giocatori blucerchiati (foto Facebook Sampdoria)

Contro una coriacea Reggiana la Sampdoria firma la terza vittoria casalinga consecutiva e, dopo mesi di bassissima classifica, esce alla grande dalla zona retrocessione diretta e abbandona pure l'area dei playout.

E' un altro successo in rimonta, visto che i granata al quarto d'ora passano in vantaggio su azione di contropiede: pasticcio doriano a centrocampo e palla a destra verso Rover, il cui cross basso raggiunge sul secondo palo l'ex genoano Portanova, solo soletto. I blucerchiati provano a reagire, si rendono autori di qualche iniziativa spumeggiante, ma non si rendono mai pericolosi sino al 26', il fatale minuto del pareggio. Sugli sviluppi di un corner la sfera giunge fuori area a Conti (tra i doriani più vivi), che con un sinistro improvviso infila nell'angolino basso. Al 35' altro spunto del trottolino blucerchiato, ma la sfera esce di mezzo metro. Prima dell'intervallo fortuito ma violentissimo scontro tra Tavsan e Venuti, colpito al ginocchio e costretto ad uscire dal campo in barella, sostituito da capitan Ferrari.

Nella ripresa, con la tramontana che soffia alle spalle della Samp, il gioco si mantiene prevalentemente nella metà campo reggiana, ma non si registrano particolari emozioni. Al 60', però, lo staff doriano azzecca le sostituzioni: fuori l'individualista Pafundi e l’evanescente Giordano e dentro Barak e Ioannou. Il centrocampista ceco fa subito pesare fisicità e classe e gli emiliani rinculano ulteriormente. Si susseguono le mischie nei pressi del portiere Motta, peraltro inoperoso. Entrano nelle file locali anche Cuni e Ricci, mentre il tecnico ospite Dionigi cala la carta Gondo con l'intento di vincere.

Dopo un'opportunità per i granata, all'88' la Sud esplode di gioia: da Barak a Cuni, che restituisce all'ex calciatore viola il quale, in una selva di gambe, fa filtrare con un colpo di classe il cuoio, che si infila nei pressi del palo. Inutili i sei minuti di recupero: la Samp non corre più alcun rischio e può così chiudere il travagliatissimo 2025 con la salvezza in tasca.

Pierluigi Gambino

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