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Samp, giocatori e dirigenti contestati a Bogliasco alla vigilia del match verità con l’Avellino

Attilio Lombardo (foto Facebook Sampdoria)

In base alle premesse della vigilia, la Sampdoria si giocherà domani (inizio ore 17.15) al Ferraris una bella fetta di salvezza in un clima incandescente. Stamane, infatti, circa trecento ultras blucerchiati hanno raggiunto il centro sportivo di Bogliasco per contestare vibratamente la società e la squadra. Durante l'allenamento svolto sul campo superiore, i supporters hanno steso striscioni eloquenti (“Via gli infami dalla Samp”) lanciando petardi e fumogeni e soprattutto ripetendo cori alquanto coloriti e anche minacciosi principalmente nei confronti di Tey, Walker, Manfredi e Fredberg, considerati i primari responsabili dell'attuale sfascio. I soli ad essere risparmiati sono stati Lombardo, Mancini junior e Invernizzi, bandiere blucerchiate da sempre.

I contestatori hanno pure preteso di incontrare la squadra a fine seduta. Un colloquio abbastanza breve, durante il quale è partito il perentorio invito a tirare fuori gli attributi con la promessa - continuando prestazioni e risultati negativi - di future reazioni ancor meno gradevoli.

Con la strada che collega l'Aurelia al centro sportivo sbarrata per ordine pubblico, la società - anche su consiglio della Digos - ha deciso di annullare il previsto incontro stampa con l'allenatore, il quale - attraverso il sito ufficiale della Samp - ha ugualmente espresso il proprio pensiero: “In settimana dai ragazzi ho ricevuto la massima disponibilità. Hanno tutti lavorato forte e credo che anche domani ci sia la massima concentrazione. Contestazione? Non bisogna farci l'abitudine: tocca a noi non renderci nel futuro oggetto di questa reazione. L'Avellino è in salute e sta giocando molto bene. La sua classifica precedente non era veritiera. Tornando a noi, io voglio vedere una squadra di animali: feroce e col sangue agli occhi. Pafundi? Sarà della partita anche dall'inizio, ma non mi faccio mai ingannare da qualche mini-presentazione positiva. Scontenterò qualcuno per farlo giocare, ma faccio scelte in base ai miei criteri e non alle simpatie. Per fare risultato ci vogliono gli attributi, senza i quali non si possono ottenere certi risultati anche con buone qualità tecniche. Ringrazio i tifosi per la stima che mi hanno tributato anche nel giorno della contestazione e chiedo a me stesso di dare qualcosa in più per coinvolgere i giocatori e metterli in condizione di dimostrare il loro valore. Tocca a me trasmettere ai ragazzi la fame necessaria per andare a vincere questo match”.

Contro il lanciatissimo Avellino è praticamente certa una mezza rivoluzione, partendo dall'assetto tattico con il ritorno alla 4-2-3-1 già in voga durante l'ingloriosa gestione Donati. Ed ecco che in difesa dovrebbero esibirsi Viti e Palma (quest'ultimo favorito su capitan Ferrari) come centrali, il riconfermato Di Pardo a destra e il ripescato Giordano sul versante mancino. Non ci piove sulla coppia di mediani composta da Ricci (sostituto dello squalificato Esposito in regia) e Conti (in attesa che dopo la sosta rientri il titolare Henderson). Nel trio di rifinitori spazio per Begic (risolto il diverbio con mister Lombardo), Pierini (finalmente pronto ad un impiego dal primo minuto) e - come annunciato dal tecnico - Pafundi, preferito a Cherubini nonostante sia finito nel mirino dei supporters più arrabbiati. Infine, per il ruolo di prima punta mister Attilio è deciso a puntare su Brunori, con Coda che potrebbe subentrare a gara in corso.

L'Avellino ha decisamente cambiato marcia dopo l'avvento al timone di Davide Ballardini, capace di ottenere tre successi di fila che hanno trasformato la formazione biancovede da pericolante a seria candidata per un posto nei playoff. Nelle file irpine spicca l'esperto difensore Riccio, acquistato a gennaio, ma merita rispetto anche la prima linea con l'ex doriano Tutino ad affiancarsi a Patierno e Biasci a partire dalla panchina.

Il match si annuncia delicatissimo a livello sia tecnico sia ambientale, ma la Samp non può permettersi di fallire. La sconfitta o anche il semplice pareggio potrebbe infatti provocare l'esonero di Lombardo a pro di un allenatore con superiore conoscenza della categoria. 

Pierluigi Gambino

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