Il Genoa di Coppa parte lento, va sotto ma alla distanza dilaga contro l’Ascoli
La formazione rossoblù scesa in campo al Ferraris contro l'Ascoli (foto sito Genoa)
Vittoria ampia e in rimonta per il Genoa, che assesta quattro reti all'Ascoli, matricola di Serie B, ma giunge quasi all'intervallo sotto di un gol confermando gli antichi difetti di pericolosità in zona gol. Nonostante il pingue punteggio finale, questa squadra, ad una settimana dal debutto in campionato a Marassi contro il Napoli, ha ribadito la necessità di un ulteriore potenziamento. Mancano sempre un centravanti da doppia cifra e un esterno d'attacco, ma in attesa del vero Sow, per ora assolutamente lontano da una condizione accettabile, il centrocampo appare ancora piuttosto prevedibile e macchinoso nella costruzione.
De Rossi schiera inizialmente dieci undicesimi del vecchio Grifone, integrati esclusivamente da Mitaj, il nuovo titolare della fascia sinistra, e a centrocampo sceglie Baldanzi (a danno di Amorim, sempre più marginale nel progetto rossoblù), con Vitinha affiancato a Colombo in avanti.
Partono benino i padroni di casa, ma al di là di una serie di calci d'angolo faticano a rendersi ficcanti. Il pressing è accettabile e il recupero palla piuttosto rapido, ma il Grifo denuncia gli antichi ed irrisolti problemi offensivi. La gara è un monologo, ma i marchigiani si difendono con tenacia e sono sempre tonici e pronti a ricacciare indietro i pericoli. Bisogna attendere la metà del primo tempo per il primo intervento del numero uno Vitale, impegnato con un diagonale non irresistibile di Mitaj a capo di un applaudito contropiede.
Al 25°, inatteso, il vantaggio bianconero alla prima reale sortita oltre la metà campo. Mitaj si comporta come il suo predecessore Martin e concede, sulla sua sinistra, a Silipo di accentrarsi e tirare. La palla, deviata inavvertitamente da Otoa, lascia indifeso il portiere Bijlow. Lo svantaggio moltiplica le energie dei rossoblù, che finalmente aumentano i giri del motore. Vitinha dal limite obbliga Vitale ad una parata non difficile e al 35° Baldanzi si accende improvvisamente e calcia verso il secondo palo: Vitale è battuto ma Corradini sulla linea salva! Ci prova anche Norton-Cuffy, alto di una spanna e al 42°, stramaturo, arriva il pareggio con la solita arma letale del Grifo: corner di Mitaj e imperioso stacco di testa di Marcandalli, che infila all'incrocio. Passano due minuti e il Grifo rovescia il punteggio: fa tutto Baldanzi, che slaloneggia a destra e improvvisamente infila sul primo palo, cogliendo il numero uno rivale abbastanza torpido.
Nella ripresa De Rossi immette subito Ostigard, all'esordio stagionale, e l'atteso Sow, che si rivela subito alquanto indietro di forma: più che correre, passeggia, sicché pensare ad un suo impiego nel prossimo week-end contro il Napoli appare azzardato. In compenso la gara vede accentuato il divario, già netto in precedenza, tra le due squadre. Come naturale conseguenza ecco all'ora di gioco il tris genoano, propiziato da un recupero eccellente di Frendrup, il quale serve sul dischetto il centravanti, che segna ed esulta sotto la Nord.
Il poker arriva all'80° dopo che Colombo aveva lasciato posto ad Havel, e Baldanzi ed Ellertsson, già paghi di quanto offerto, erano stati sostituiti da Puczka e Wiafe. Proprio il diciottenne ex Modena è bravo a fuggire sull'out di destra e scorgere a centro area Havel smarcato e abile a buttarla dentro. Più tardi l'austriaco si divorerà il bis al termine di un'applaudita azione personale: sarebbe stata troppa grazia. Nel prossimo turno di Coppa, toccherà al Sudtirol - corsaro a Catanzaro - misurare le ambizioni di un Grifo ridotto ancora a cantiere aperto.
Pierluigi Gambino
