La Samp sbaglia con Esposito il rigore del pari ed è eliminata in Coppa Italia
Bernardo Corradi (foto da sito Sampdoria)
E' già finita l'avventura in Coppa Italia della Sampdoria, battuta all'inglese dall'ambiziosa Cremonese sul neutro di Bolzano. Un verdetto che suscita parecchio rimpianto, considerato il forcing conclusivo dei blucerchiati, alla ricerca del pareggio. Esposito si è fatto parare dal felino Fulignati un calcio di rigore, condannano il team di Corradi ad una sconfitta che sarebbe stata meritata per tre quarti di gara, prima che iniziassero le offensive finali di una squadra finalmente in palla.
Il bis dei lombardi all'ultimissimo minuto della sfida rende ancora più triste quest'esordio ufficiale. Corradi deve ancora lavorare per costruire una squadra armonica ed efficace, ma l'ultimo quarto di gara, trascorso all'arrembaggio, regala perlomeno squarci di luce.
La formazione doriana è priva di sorprese, ma ricca di defezioni pesantissime. Così, a fronte di una difesa competitiva e dell'esordio di Vindhal tra i pali, si registra a centrocampo l'inserimento di Bellemo (in odore di trasferimento), per sostituire gli infortunati Abildgaard e Depaoli e il fresco acquisto Verschaeren, ancora indietro di condizione. Mancano anche Begic (dovrebbe esserci domenica a Cesena) e Insigne, sicché in prima linea Corradi deve arrangiarsi con il giovane promettente Forte a completare il reparto. La Cremonese, ancora guidata dall'ex Giampaolo, nonostante la retrocessione, ha un assetto più collaudato, e non occorrono troppi minuti per capirlo, ma la gara stenta a decollare e la fase difensiva dei blucerchiati risulta altamente funzionale. Tanto che il solo piccolo brivido avviene sul fronte opposto grazie a Sinani, il cui diagonale improvviso finisce fuori di un soffio.
Al primo vero affondo, tuttavia, i grigiorossi passano sfruttando una ben congegnata azione di contropiede concretizzata dal centravanti Stuckler, facilmente a bersaglio, servito da un passaggio a giri contati di Collocolo. Nella circostanza, la squadra blucerchiata è stata colta colpevolmente sbilanciata. Pallidissima, quasi impercettibile, la reazione di una Samp piuttosto macchinosa, che patisce il palleggio continuato degli avversari, più propensi a conservare il vantaggio che ad affondare i colpi.
Il Doria non cambia marcia neppure nella prima parte della ripresa: gioco prevedibile, lento, senza sbocchi particolari. All'ora di gioco, Corradi fa accomodare le punte Lauritsen e Forte, che non si erano coperti di gloria, con l'ingresso di Tutino e Meijer. Finalmente i blucerchiati salgono di tono e si propongono in avanti con ben altra frequenza. Il pareggio, a questo punto, non sarebbe un furto e al 76° capita la grande occasione. Su cross dalla sinistra e sponda area di Di Pardo, Pezzella alza nettamente il braccio intercettando la sfera in piena area. Sul dischetto va Esposito, che calcia forte sulla destra di Fulignati, il quale vola e respinge con un autentico miracolo.
Il finale è incandescente, con la Samp che insiste e la Cremonese che agisce in contropiede. All'85° entrano capitan Ferrari e il baby Paratici per tentare il tutto per tutto e al 92° la palla del pari capita sul piede di Tutino, ma il portiere grigiorosso, già indicato come il migliore della categoria, si allunga ancora una volta e arriva a rintuzzare la bordata. Passa qualche secondo e una ripartenza lombarda è ancor fatale: Berti scende perentoriamente vero Vindahl e dal limite lo fulmina con un precisissimo diagonale diretto proprio all'incrocio.
Pierluigi Gambino
