La Sampdoria esordisce a Cesena con qualche defezione di troppo
Bernardo Corradi (foto da sito Sampdoria)
Non è una Samp al “top” quella che domani (domenica 23, inizio ore 21) esordirà in campionato allo stadio Manuzzi contro il Cesena. Mister Corradi non perde il sorriso, ma sul volto affiora un pizzico di preoccupazione. Parecchi problemi sono stati risolti, ma l'assetto ottimale è ancora lontano per via dell'indisponibilità, totale o parziale, di alcuni elementi fondamentali.
Rispetto alla gara di Coppa Italia perduta a Bolzano di fronte alla Cremonese potrebbero verificarsi variazioni sostanziali. Il mister confessa di cullare ancora qualche dubbio, che sarà sciolto solo all'ultimo momento, ma ha già deciso di mettere mano all'undici dell'ultima partita, con la fresca possibilità di apportare qualche ulteriore modifica in corso d'opera.
Dunque, con Vindahl ancora tra i pali, ecco l'inamovibile Di Pardo terzino destro. In mezzo non ci piove sul pilastro Viti e neppure su Gartenmann, preferito a Ferrari in attesa che Ravanelli, ancora out per infortunio, si renda disponibile. A sinistra invece si profila una novità: l'esordio dal primo minuto del nuovo acquisto Meijer, con lo spostamento dell'eclettico Cecconi addirittura in prima linea al posto del giovane Forte, che dopo l'opaca prova di Bolzano è stato praticamente bocciato.
In mezzo al campo scelte pressoché obbligate. Corradi valuterà sino in fondo le condizioni di Abildgaard e Depaoli, che in settimana hanno svolto lavoro differenziato per via di acciacchi non gravi ma insistenti, ma per i due le chances di impiego sono esigue e concernono soprattutto il trentino, che sta un po' meglio. A questo punto, con il regista Esposito (discusso sinché si vuole ma senza adeguati sostituti) ed Henderson, tocca completare il reparto a Bellemo, il cui nome è ancora sulla lista dei cedibili. Mancando ancora - sino ad ottobre - il titolarissimo Conti, la mediana è particolarmente in sofferenza, anche se all'orizzonte appare una sontuosa alternativa: il fresco acquisto Verschaeren, alquanto indietro di condizione ma impegnato a bruciare le tappe. Il belga potrebbe finire in panchina, ma sul suo utilizzo, che qualche rischio lo implica, l'allenatore intende riflettere seriamente.
Anche in attacco non si guazza nell'abbondanza. Non è sicura neppure la presenza del centravanti Lauritsen, che ha rimediato una forte contusione ed è piuttosto dolorante. In caso di forfait sarebbe comunque pronto Tutino, attualmente uno dei blucerchiati più in palla. Così, con Sinani confermato a destra, potrebbe essere varato un tridente offensivo di soli rincalzi rispetto al progetto tecnico stagionale. La vera novità è il ritorno tra i convocati di Begic, che sinora non è mai sceso in campo per via di un guaio fisico: non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ma uno spezzone dovrebbe garantirlo, all'occorrenza.
Il nuovo Cesena è stato costruito da Andrea Mancini, sino allo scorso giugno manager blucerchiato: immaginabile la sua sete di riscatto nei confronti di chi gli ha mostrato la porta. Mancio junior, apprezzatissimo dal popolo blucerchiato, ha scelto per i bianconeri un allenatore alle prime armi, Alino Diamanti, che ha però alle spalle – come Corradi – una prestigiosa carriera come calciatore. L'organico romagnolo è stato ringiovanito e le ambizioni restano quelle di un'anticipata salvezza. Nelle file romagnole si conoscono il centrocampista Bisoli, over 30 figlio d'arte, e Cristian Shpendi, che però è in procinto di trasferirsi al Palermo in cambio di Brunori, ex doriano. Un'operazione che in vista di domani indebolirebbe ulteriormente l'attacco di casa.
Pierluigi Gambino
