Genoa penalizzato dalla decisione dell’arbitro Di Bello: concesso al Napoli un gol da annullare
La formazione rossoblù scesa in campo al Ferraris contro il Napoli (foto Facebook Genoa)
L'ineffabile Di Bello ne ha combinata un'altra, condannando il Genoa ad un'immeritata sconfitta di fronte al Napoli. I rossoblù dominano nel primo tempo e hanno il solo torto di non buttarla dentro. Poi, nella ripresa, è il Ciuccio a proporsi con maggiore insistenza e a chiudere i rossoblù nella propria metà campo. Lo 0-0 però stava resistendo, pur con sofferenza, ma all'82° è successo il fattaccio che ha cambiato il verso al match. Dopo un tacco di Vergara, ecco De Bruyne, subentrato nella ripresa a Hojlund, avventarsi sul pallone e con un'evidentissima spallata, altamente irregolare, travolgere Vasquez e poi insaccare da breve distanza. I padroni di casa reclamano il fallo, ma il fischietto brindisino, nella sorpresa generale, convalida decidendo così la partita. Sbilanciato in avanti, il team rossoblù all'87° subisce addirittura l'onta del raddoppio in contropiede con Vergara che, favorito un cross di De Bruyne e da un velo di Lucca, supera in uscita il portiere Bijlow: inutile il disperato tentativo di salvataggio operato da Marcandalli.
Un verdetto beffardo, il secondo confezionato da Di Bello, che lo scorso anno, nel recupero, come varista, propiziò un assurdo rigore a favore dei partenopei, corsari come stavolta a Marassi. Il Grifo così deve accontentarsi degli applaudi di un pubblico che ha riconosciuto lo sforzo dei suoi giocatori, i quali nel primo tempo ci provano subito con Vitinha, fuori di un soffio su erroraccio nel numero uno ospite Meret. La superiorità rossoblù è netta, ma il numero uno ospite, al di là di due interventi di ordinaria amministrazione, non deve lavorare e appena prima del riposo è Bijlow a dover lavorare su conclusione di Spinazzola. Metà partita da sette pieno per gli uomini di De Rossi, che però in zona gol denunciano gli antichi limiti.
Nella ripresa la musica cambia, anche perché il Napoli cresce di tono gradatamente schiaccia indietro un Genoa sempre meno lucido, ma Bijlow rischia solo su un cross da destra non intercettato da Hojlund.
A metà ripresa De Rossi deve operare i primi cambi: dentro Otoa per il malconcio Ostigard, che era stato titanico in marcatura, e Messias per Baldanzi, che dopo un inizio felice si è smarrito e non ha mai inciso. Più tardi, al 74° tocca a Meichtry per uno stanco Colombo e a Sow per Amorim. E all'80°, prima dell'episodio decisivo, un'azione ficcante di Messia in contropiede arma il destro di Sow, che da ghiotta posizione centra l'esterno della rete accrescendo il rimpianto dei trentamila cuori genoani appollaiati sugli spalti.
Pierluigi Gambino
