Il primo scudetto

8 maggio 1898: sono passati 120 anni dal primo campionato italiano di calcio, disputato

a neppure due mesi di distanza dalla nascita della Federazione.
Un torneo pionieristico, giocato in un giorno solo, anche se nulla venne lasciato al caso. D’altra parte i protagonisti erano i rampolli della high society di Genova e Torino, composta da imprenditori anglo-svizzeri e aristocratici italiani: una sorta di club esclusivo, con tutti gli appoggi giusti per mettere in piedi sia la “Federcalcio” sia un torneo come si deve. Nemmeno data e luogo sono campati in aria: una settimana prima Torino aveva inaugurato l’Esposizione Universale, che celebra i 50 anni dello statuto albertino.
Non saranno però tutte rose e fiori in quei giorni di maggio: il prezzo del pane schizza alle stelle, la gente non ne può più e scende in piazza; a Milano il generale Bava Beccaris ha carta bianca e prende la folla a cannonate, seminando morti e feriti. Il foot-ball passa (giustamente) in secondo piano, tanto che i giornali gli riserveranno solo giorni più tardi qualche striminzito trafiletto.
Autori del libro “Il primo scudetto” (Galata Edizioni, 96 pagine, 9,90 Euro) sono Fabrizio Càlzia e Victor Davide Fiore, scrittore di calcio ed editore il primo, docufilmer del foot-ball delle origini il secondo. Il loro è un lavoro attento, reso lieve da una penna scanzonata e da una grafica di grande impatto; il libro sembra una ristampa anastatica di una pubblicazione di 120 anni or sono, con tanto di pagine ingiallite e ghirighori floreali. A rendere particolari i contenuti è una cosa su cui gli autori insistono: «Forse questa è la prima volta in cui due ricerche indipendenti sul foot-ball dei pionieri – concentrate rispettivamente su Genova e su Torino - finiscono sullo stesso piatto della bilancia: dal confronto saltano fuori parecchie cose interessanti.»

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