La mostra: a Palazzo Rosso le sei tele superstiti degli Apostoli di Procaccini
San Paolo
A partire dal 7 marzo e fino al 19 luglio, i Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso ospitano la mostra Giulio Cesare Procaccini. Gli Apostoli riuniti, curata da Raffaella Besta, Odette D’Albo e Marco Franzone, che ha ritrovato due delle tele storicamente disperse: San Pietro e San Bartolomeo. L’esposizione, realizzata con il supporto della Galleria Goldfinch Fine Arts, rappresenta un’occasione unica per riunire, dopo oltre tre secoli, sei delle dodici tele originarie commissionate al pittore emiliano naturalizzato lombardo Giulio Cesare Procaccini (1574-1625) dal patrizio genovese Giovan Carlo Doria (1576-1625), uno dei suoi committenti più influenti.
«La riunione di tutti gli Apostoli noti è un evento di rilievo internazionale e un atto di ricomposizione della memoria artistica della città - dichiara l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -. Esporre queste opere insieme significa restituire al pubblico un frammento essenziale della nostra identità culturale e del collezionismo genovese del Seicento». Palazzo Rosso si conferma così un luogo privilegiato di studio e valorizzazione, dove ricerca scientifica e collaborazione tra istituzioni pubbliche e collezioni private si fondono. Giovan Carlo Doria emerge come figura centrale: amico e committente di grandi maestri come Simon Vouet, Pieter Paul Rubens e Procaccini, raccolse decine di opere dell’artista, contribuendo a diffondere il suo linguaggio nella pittura genovese.
Il percorso espositivo mette in luce il dialogo tra Procaccini e Doria e il ruolo innovativo del pittore, capace di unire la grazia di Correggio e Parmigianino all’energia di Rubens. La serie degli Apostoli, completata entro il 1621, originariamente comprendeva dodici figure e le effigi di Cristo e della Vergine, ispirandosi probabilmente al celebre ciclo di Rubens per il duca di Lerma, oggi al Museo del Prado. Dopo la morte del collezionista, le tele furono disperse: quattro di esse, San Simone, San Paolo, San Matteo e San Tommaso, entrarono nelle collezioni di Palazzo Rosso nel 1874, mentre le altre restano oggi testimonianza di un grande patrimonio artistico ricostruito grazie alla ricerca e alla passione per l’arte genovese.

San Matteo

San Paolo

San Pietro

San Simone

San Tommaso

San Bartolomeo
