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“Fascistissima”, Giovanni Mari presenta il suo libro ai Giardini Luzzati

Giovanni Mari e la copertina del suo libro

 

“Fascistissima. Come nel 1926 Mussolini eliminò la libertà di stampa” è il nuovo saggio storico di Giovanni Mari, pubblicato nel 2026 dalla casa editrice People nella collana Storie. Il giornalista de ‘Il Secolo XIX’ racconta con rigore documentale e grande chiarezza uno dei momenti decisivi della storia italiana: la soppressione della libertà di stampa sotto il regime fascista.

Il libro parte dalla ricostruzione di ciò che avvenne esattamente cento anni fa, quando entrò in vigore un poderoso pacchetto di norme e decreti pensati per controllare e piegare l’informazione al volere del governo di Benito Mussolini. Queste disposizioni, culminate nella legge sulla stampa n. 2307 del 1925, imposero che ogni direttore di giornale fosse riconosciuto dalla magistratura dopo aver sentito il prefetto e sottoposero le testate a censura preventiva, responsabilità civile per reati a mezzo stampa e rigidi controlli sull’accesso alla professione giornalistica. L’esito fu la progressiva sparizione di una stampa libera e indipendente: dai quotidiani liberali e socialisti a quelli cattolici, molte testate furono chiuse o riorganizzate sotto il controllo fascista. 

Mari guida il lettore non solo attraverso l’analisi delle leggi ma anche nel racconto delle misure pratiche adottate dal regime: sequestri dei giornali, pressioni sugli editori, epurazioni di direttori sgraditi e l’istituzione di organismi di controllo come l’Ordine dei giornalisti, che escludeva dalla professione chi fosse considerato politicamente “incompatibile” con gli interessi nazionali. Anche quotidiani storici come La Stampa e Il Corriere della Sera subirono l’onta dell’asservimento, con avvicendamenti forzati alla guida e vendite imposte per mano di sostenitori del regime. 

La narrazione comprende inoltre episodi di violenza fisica e intimidazione: redazioni assaltate, giornalisti minacciati o perseguitati, incendi e pressioni nei confronti dei corrispondenti esteri testimoniano come l’annientamento della stampa libera non fu solo legislativo ma anche pratico e spesso brutale. Emerge così il volto di una strategia sistematica volta a creare un’informazione unica, omologata e al servizio della propaganda di Stato, in cui l’unica verità ammessa era quella dettata dal Duce. 

Fascistissima non si limita alla cronaca storica. Nelle ultime pagine Mari richiama le parole di Piero Gobetti, filosofo e giornalista liberal, secondo cui “la stampa libera è la premessa della libertà politica”, e riflette su quanto questa lezione del passato sia ancora significativa oggi, in un’epoca in cui le sfide all’informazione indipendente - tra pressioni politiche, disinformazione e nuovi mezzi di comunicazione - non sono meno complesse di quelle affrontate un secolo fa.

Giovedì 9 aprile, alle ore 17:30, l’autore presenterà il libro ai Giardini Luzzati di Genova insieme a Luca Borzani, assessore comunale tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila - prima alla Scuola e poi alla Cultura - e presidente di Palazzo Ducale dal 2012 al 2017.

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