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Van Dyck, Genova conquista l’Europa: 73 mila visitatori e un voto da 9,3

 

Non è stata soltanto una grande mostra d’arte, ma un vero motore di attrazione per Genova. Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, ospitata a Palazzo Ducale dal 20 marzo al 19 luglio e curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, ha chiuso con oltre 73 mila visitatori, più di 1.500 cataloghi venduti e un giudizio medio di 9,3 su 10. Numeri che, secondo il sondaggio realizzato nell’ultimo mese di apertura dal consulente statistico della Regione Liguria Luca Sabatini per l’Osservatorio Turistico Regionale, raccontano non solo il successo culturale dell’esposizione, ma anche la sua capacità di generare turismo e ricadute economiche.

Il dato più significativo riguarda la provenienza del pubblico: il 55,5% dei visitatori è arrivato da fuori Liguria. Il 48,5% proviene da altre regioni italiane e il 6,9% dall’estero, mentre il 38% risiede a Genova o in provincia. Tra le regioni italiane spiccano Lombardia (16,5%) e Piemonte (12,5%), seguite da Toscana (7,3%) ed Emilia-Romagna (4,2%).

Ma è soprattutto la motivazione del viaggio a fotografare l’impatto della mostra. Per il 43,1% degli intervistati Van Dyck l’Europeo è stata la ragione determinante per raggiungere Genova: quasi un visitatore su due, dunque, non sarebbe arrivato in città senza l’esposizione. Un ulteriore 28,1% sarebbe comunque venuto a Genova, mentre il 28,5% è rappresentato da residenti.

L’effetto sul turismo emerge anche dalla durata della permanenza. Il 21,9% dei visitatori ha pernottato in città, con una media di 3,3 giorni. La quota sale al 35,3% tra gli italiani provenienti da altre regioni e raggiunge il 68,4% tra gli stranieri. Hotel, bed & breakfast e appartamenti turistici rappresentano complessivamente il 63,3% delle sistemazioni. 

La mostra ha inoltre spinto i visitatori a scoprire Genova oltre Palazzo Ducale: l’83,2% ha svolto almeno un’altra attività in città. La ristorazione è stata scelta dal 74,8% del pubblico, il 31% ha visitato altri musei o attrazioni e il 18,2% ha acquistato prodotti tipici. Particolarmente significativo il dato relativo ai nuovi pubblici: per il 19% degli intervistati si è trattato della prima esperienza museale a Genova. 

Altissimo anche il gradimento. Il voto medio di 9,3 su 10 è accompagnato da un Net Promoter Score di +78,8. L’84,6% assegna alla mostra un punteggio tra 9 e 10. La qualità delle opere e la disponibilità del personale ottengono 9,4, mentre la gestione degli spazi e dell’affollamento arriva a 9,5. L’illuminazione delle sale, con 8,9, rappresenta l’unico elemento indicato come migliorabile.

L’esperienza ha avuto anche un forte impatto sulla percezione della città: il 93,4% dichiara di aver sviluppato maggiore curiosità verso la storia e l’arte di Genova, mentre il 100% degli intervistati esprime orgoglio per aver ospitato un evento di rilevanza internazionale.

Il report individua tre grandi segmenti di pubblico: i Local Culture Loyalists, pari al 27,4%, gli Exhibition-Driven Day Trippers, che rappresentano il 51,5%, e i Cultural City Breakers, il 21,2%, cioè i turisti culturali che soggiornano in città e generano il maggior numero di attività sul territorio.

«Van Dyck l’Europeo non è stata soltanto una mostra di grande qualità scientifica, ma un progetto capace di produrre valore anche economico per l’intera città», sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella. Per l’assessora al Marketing territoriale Tiziana Beghin, «la cultura, quando è inserita in una strategia condivisa, diventa una leva concreta di attrattività». 

Anche il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia evidenzia il 43% di visitatori arrivati a Genova proprio per l’esposizione come «il segno che l’investimento in comunicazione ha funzionato». La direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa sottolinea invece come la mostra abbia dimostrato «la forza di portare Genova al centro della mappa della cultura internazionale». 

Il “modello Van Dyck”, dunque, va oltre il successo espositivo: una grande mostra può diventare una vera infrastruttura temporanea di attrazione territoriale, capace di consolidare il pubblico locale, generare nuovi flussi turistici e favorire soggiorni più lunghi. Per le prossime iniziative, il report indica cinque priorità: rafforzare Genova come destination event, trasformare gli escursionisti in turisti pernottanti, aumentare gli acquisti online dei biglietti, costruire percorsi integrati con musei, ristorazione e commercio e migliorare ulteriormente la qualità degli spazi espositivi.

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