Porto, finita la Pasqua, finita la pace?

Dopo la notizia pubblicata in anteprima da Genova3000, poi riportata da giornali e siti,

relativa alla grave crisi di liquidità che sta attraversando la Culmv, dovuta al mancato pagamento (circa 5milioni di euro) di fatture su lavori già svolti da parte di alcuni terminalisti, sono aumentate le preoccupazioni per i mille soci della compagnia che da aprile rischiano di non prendere lo stipendio.
Domani, in Prefettura, Tirreno Bianchi, console dell’altra storica compagnia portuale, la Pietro Chiesa, ormai in liquidazione, incontrerà, in rappresentanza dei ventiquattro soci, il Prefetto e tutte le parti sociali, Autorità di Sistema portuale, terminalisti, sindacati, nel tentativo di trovare una soluzione per non far perdere il lavoro ai carbunin. Per loro comunque si prospetta l'assunzione da parte di alcuni terminal e della Culmv.
Insomma, il porto, da sempre primaria fonte di occupazione per Genova, vive una crisi fino a pochi giorni fa sconosciuta ai genovesi. Il console Antonio Benvenuti ha detto a Genova3000 che non starà con le mani in mano e che i terminalisti morosi potrebbero perdere le concessioni, ha anche aggiunto: “Intorno al 10 aprile convocherò un’assemblea per mettere al corrente della situazione tutti i soci. Ci difenderemo con tutte le nostre forze. Dobbiamo essere pagati per i lavori già fatti”.
Insomma, lo scontro è aperto. Alcuni parlano di un possibile sciopero della Culmv ad oltranza. Altri vorrebbero un intervento immediato del governatore Giovanni Toti. Dopo nove anni, la pace sociale in porto è finita? Speriamo di no. Che prevalga il buonsenso.

ultimi articoli