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Lussanna e Sirianni, due tipi da Oscar del giornalismo

Vittorio Sirianni e Massimiliano Lussana

Massimiliano Lussana e Vittorio Sirianni hanno lavorato per dieci anni insieme, quando erano gomito a gomito nella redazione de “Il Giornale”, gloriosa testata fondata da Indro Montanelli e dalla famiglia Berlusconi. La sede genovese si trovava in viale Brigata Bisagno con vista anche su corso Buenos Aires, proprio sopra ad uno dei primi ristoranti self service della città, il Kilt. Un ufficio strategico: bastava scendere qualche piano di scale per fare un’abbondante, ma non certo da gran gourmet, pausa pranzo.

Ma era il primo decennio degli anni Duemila e l’editoria cartacea aveva ancora il suo grande valore. La crisi dei giornali, ormai sempre più acquistati dai nostalgici della carta stampata, e l’avanzare del web hanno obbligato gli editori a ridurre i giornalisti e a chiudere le redazioni, proprio come è avvenuto per “Il Giornale del Piemonte e della Liguria”: oggi i due cronisti, Monica Bottino e Diego Pistacchi, sopravvissuti al cambio di proprietà scrivono da casa.

Tornando ai nostri protagonisti e a quegli anni, un loro affezionato lettore di allora, che per hobby realizzava apprezzate statuette nello stile napoletano, aveva voluto omaggiare il caporedattore Lussana, oggi autore della seguitissima sui social Puntina, e il giornalista di sport e costume Sirianni, attuale direttore di Genova3000, con due personalissimi busti-caricature.

Una sorta di Oscar del giornalismo che oggi siamo in grado di raccontare. E che, ovviamente, condividiamo appieno.

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