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La Top Ten della decadenza

Claudio Scajola

Erano famosi e potenti - di Elio Domeniconi

 

 

1-CLAUDIO SCAJOLA
La Liguria poteva contare su un personaggio politico del calibro de "u ministru". Che aveva anche un suo gruppo in Parlamento (una quarantina, tra deputati e senatori). Ora è un uomo qualunque, senza cariche. Ed è finito pure agli arresti domiciliari.

2-FRANCESCO BELSITO
In Forza Italia era solo il secondo autista di Alfredo Biondi (dopo Lorenzo Zito). Nella Lega era riuscito a diventare tesoriere nazionale, sottosegretario con scorta, faceva parte del Cerchio magico di Bossi. Ora è solo un uomo qualunque in attesa di giudizio.

3-EOLO PARODI
Anche con la DC era arrivato al Parlamento Europeo perché prendeva voti anche nelle altre regioni. Era stato presidente nazionale dell'Ordine dei medici, poi leader nella Previdenza, con una rivista affidata al genovese Giuliano Crisalli. Ora ha solo cariche onorarie.

4-MARCO BENEDETTO
Era stato amministratore delegato de "La Stampa" con Luca di Montezemolo. Poi il principe Carlo Caracciolo, l'aveva voluto a Roma a guidare il Gruppo Espresso Repubblica. Di Benedetto l'ha fatto fuori. Ora si diverte con un giornale on line.

5-CESARE LANZA
Prima in Rai poi a Canale 5. Era l'autore dei programmi più importanti della domenica. Era l'autore di Paolo Bonolis e il socio (cinematografico) di Lucio Presta. Capofila al Festival di Sanremo. Ora ha perso tutto, deve vivere di ricordi.

6-MASSIMO DONELLI
Dopo aver diretto quotidiani e periodici era approdato a Mediaset come direttore di Canale 5. Risultati scadenti. E così era stato mandato in pensione senza consulenze. Per non fare il pensionato ai giardinetti, è emigrato a Lugano. Collabora con la televisione svizzera.

7-ANGELO BAGNASCO
Lo chiamavano il Vaticano dei genovesi. Perchè il Segretario di Stato Tarcisio Bertone si era cirondato di personaggi che aveva conosciuto a Genova. In poco tempo papa Francesco li ha fatti fuori tutti. E' rimasto solo Guido Marini, maestro del cerimoniale.

8-PAOLO GARIMBERTI
Prima vicedirettore di "Repubblica", poi addirittura presidente della Rai. Una carriera incredibile. Adesso pur di avere una carica ha accettato di fare il presidente del Museo della Juventus. Anche se a Genova si dichiarava sampdoriano.

9- ENRICO CISNETTO
Con i suoi incontri a Cortina era diventato un personaggio nazionale e Edoardo Garrone l'aveva pure inserito nel Cda della Sampdoria. Poi ha rotto con Cortina ed è emigrato a Roma. Con l'avvento di Massimo Ferrero ha dovuto lasciare anche la Sampdoria.

10-GIGI MONCALVO
Dopo il Corriere della sera e Canale 5, la resurrezione con la Lega. Bossi l'aveva nominato direttore de "La Padania" e poi l'aveva inserito in Rai (direttore Rete 2, in quota Lega). Ora si diverte a scrivere libri che svelano i segreti negli armadi della famiglia Agnelli.

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