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Chi ha distrutto la Fiera?

La Fiera di Genova

Genova può diventare davvero la capitale delle demolizioni visto che è riuscita a distruggere anche la Fiera.

Leggo che ha chiuso il bilancio di esercizio 2013 con una perdita di 9,27 milioni. Che sarebbero, tanto per rendere l'idea, quasi 19 miliardi di vecchie lire. La perdita di un miliardo e mezzo al mese. Perdite che ricadranno sui cittadini visto che i soci della Fiera sono: Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Autorità Portuale.

Gli analisti fanno notare che la perdita reale è di "soli" 5 milioni di euro, visto che ci sono stati ammortamenti per 1,68 milioni e ulteriori accantonamenti e svalutazioni per 3,47 milioni.

Una cosa è certa: la Fiera di Genova (per tutti la Fiera del Mare) che un tempo produceva reddito, oggi produce deficit. Va male anche il Salone Nautico, che un tempo era il nostro fiore all'occhiello. Aziende importanti non parteciperanno all'edizione di quest'anno. Per ora si sposta la data, ma potrebbe spostarsi addirittura il Salone, magari all'estero.

Ricordo l'entusiasmo che provocò la costituzione di questo ente, per una felice intuizione di un agente di borsa, Carlo Pastorino, che era anche un uomo politico, della DC. E la Fiera portò a Genova operatori economici un po' dappertutto. La mandavano avanti in poche persone: l'anima era il segretario generale, Giuseppino Roberto, che aveva al fianco un'altra figura mitica: Elisabetta Carcassi. La Fiera erano loro due (per il Nautico si aggiungeva Astrid Muckerman, l'Ucina).

Gli affari andavano a gonfie vele. Nella zona della Foce c'erano esercizi commerciali che andavano avanti tutto l'anno con quello che guadagnavano con il Salone Nautico. L'anno di Euroflora, poi, richiamava turisti a Genova da tutto il mondo. E allora a Genova non c'era molto da vedere. L'attrazione principale era il cimitero di Staglieno. Ma bastava la Fiera come polo di attrazione. Avevo tanti amici che mi dicevano: ci vediamo a Genova per il Salone Nautico. E non era mica gente che voleva farsi la barca, si divertivano ad ammirare le ultime novità della nautica. Felici di incontrare in Fiera i veri Vip, ogni giorno c'era una passerella.

Come giornalista ho seguito tanti Saloni, tante manifestazione. In Fiera c'era sempre qualcosa, d'estate la animavano i tornei di calcetto. L'eroe era Paolo Mainetto "o rey" del Palasport.

A chi come me ha seguito tutta la vita della Fiera, viene tristezza di fronte alla realtà attuale. L'Oei, ideata dall'avvocato Gianni Meneghini, organizzava la Fiera Primavera, alla quale si era aggiunta la Fiera di Natale. Erano nuove occasioni di guadagno per gli operatori economici, e gli stand erano sempre pieni. Ricordo quante volte avevo scritto che queste fiere dovevano essere a ingresso gratuito. Perché chi aveva gli stand doveva vendere e quindi era interesse generale avere tanti visitatori. Era come se si facesse pagare l'ingresso a chi va al supermercato. Alla fine l'hanno capito anche gli organizzatori.

Secondo me la Fiera è stata rovinata dalla politica, troppi amministratori incapaci, scelti solo per via della tessera di partito. Anche l'attuale presidente, Sara Armella, è stata scelta per la sua collocazione politica. Il suo giovane marito è Giovanni Lunardon, il segretario regionale del Partito Democratico. Però è una donna in gamba, oltre che affascinante. E' un avvocato di successo, specializzata nel diritto tributario. Subito dopo la laurea Victor Uckmar l'aveva accettata nel suo studio. Penso che se non risolleverà lei la Fiera, non la risolleverà nessuno.

Personalmente una ricetta l'avrei: bisogna sganciare la Fiera dalla politica, occorre privatizzarla. Solo così la Fiera tornerà a produrre utile. Tenerla in piedi per produrre deficit (e che deficit!) non ha senso.

Elio Domeniconi

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