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Bagnini per tutti!

Un assessore ne ha parlato in Consiglio Comunale. Il "Secolo XIX" ne ha subito sposato la causa.

E ne ha fatto un suo cavallo di battaglia. In prima pagina: "Niente bagnini sulle spiagge libere, si continua a morire".

Questa, signori miei, non è una battaglia civile. E' pura demagogia. E' follia.

Se si dovessero mettere bagnini sulle spiagge libere, si spenderebbe una cifra pazzesca. Penso alla Sardegna dove quasi tutte le spiagge sono libere. I bagnini si porterebbero via una bella fetta del bilancio. E dove prendere i soldi per coprire queste spese?

Un amministratore non può fare proposte solo per far parlare di sé. Deve individuare la copertura delle spese. E  non può fare demagogia nemmeno un giornale, che dovrebbe avere il compito di orientare l'opinione pubbliche.

E' vero: si continua a morire al mare, soprattutto nelle spiagge libere. Ma si muore perché si sfidano le onde anche quando c'è un mare da bandiera rossa. Perché vanno in mare persone che non sanno nuotare. Perché si va a fare il bagno quando non si è ancora digerito e la congestione è in agguato.

Si muore perché ci se ne infischia dei divieti e delle regole della prudenza. Sono quasi dei suicidi annunciati.

Purtroppo ci sono anche tante persone che se vedono qualcuno in difficoltà, qualche imprudente che ha voluto sfidare il mare, si gettano e magari muoiono loro. Questi sono gli eroi. Gli altri sono degli incoscienti, convinti di essere più forti anche di Madre Natura.

I bagnini obbligatori sulle spiagge libere dovrebbero rischiare la pelle per salvare questi aspiranti suicidi, questi perfetti incoscienti.

Non sono queste le battaglie da fare per migliorare la qualità della vita. Questa è solo demagogia. Lasciamola al "Secolo XIX".

Elio Domeniconi

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