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La bocciatura di Simonetta Menini

Simonetta Menini

Simonetta Menini è in vacanza a Courmayeur, dove ha la casa di montagna. Prima se n'era andata al mare,

in Sardegna, spiaggia di Alghero.

Ieri era andata in gita al Rifugio Elena, altezza 2061 metri. Aveva pubblicato la foto su Facebook con questo ironico commento: "Non si dica che non "volo alto"!

Stamane le hanno telefonato da Genova di leggere "Il Secolo XIX". E così ha trovato un titolo che la riguarda: "Uno non lavora più a Tursi l'altra è capo ufficio stampa - PREMI, IL COMUNE BOCCIA ARCHITETTO E UNA GIORNALISTA - Solo nel loro caso valutazioni non positive".

Roberto Sculli ha definito la notizia "un fulmine a ciel sereno, che ha fatto vacillare quella sorta di pax interna che ha retto per oltre un ventennio, tracciando uno spartiacque molto netto".

In pratica il Comune ha bocciato solo lei perché l'altro che ha avuto un giudizio negativo, l'architetto Giampaolo Porta (che a Palazzo Tursi si occupava di sicurezza dei posti di lavoro) da tempo ha tagliato la corda ed è andato a lavorare nel Comune di Cusano Milanino).

Sculli li ha definiti "dirigenti di medio calibro", ha parlato di "una valutazione insolitamente negativa" perché in genere a Tursi sono tutti promossi. E ha spiegato: "Per entrambi la bocciatura ha riguardato aspetti tecnico-organizzativi la valutazione è stata al di sotto della prevista per la corresponsione del premio-più che per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi".

La dottoressa Menini, che ha uno stipendio lordo di 77.122,90 e il premio è risultato di soli 3.764,78. Ben diversa la retribuzione di un suo predecessore, Cesare Torre (ora comunicazione e promozione) la cui retribuzione lorda è di 93.593.62 mila euro nella quale il premio incide per 6.621,44.

Si capiva che Simonetta Menini stava vivendo un momento di disagio, perché esternava il suo malumore anche sul social network, dove scriveva che non vedeva l'ora che arrivasse il venerdì per andarsene da Palazzo Tursi.

Non ne fa certo una questione di soldi perché in casa arriva anche la lauta pensione del marito, l'ex redattore culturale della Rai Pier Antonio Zannoni, che per altro continua a lavorare perché è suo il marchio del premio Rapallo-Carige dedicato alle donne scrittrici. Al capo dell'ufficio stampa del Comune di Genova scoccia essere indicata come la pecora nera di Palazzo Tursi, l'unica bocciata di tanti dirigenti, anche se ne sono alcuni che certamente non brillano per acume e diligenza.

In ufficio tanti pensano che al ritorno dalle ferie, Simonetta Menini riprenderà il suo tran-tran infischiandosene di tutto e di tutti. Ma c'è anche chi ipotizza che, orgogliosa com'è, potrebbe anche piantare baracca e burattini. In questo caso a prendere il suo posto potrebbe essere Silvia Stefani (estrema sinistra) a sua volta moglie di un giornalista televisivo, Marco Benvenuto, di Telecity.

Vedremo come andrà a finire questa telenovela a mezzo stampa.

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