Regione, Nicolini si mette in aspettativa per dedicarsi al suo nuovo progetto
Jessica Nicolini
“A volte è necessario fare un passo indietro per prendere la rincorsa e affrontare con forza e determinazione ciò che verrà”. Lo sa bene Jessica Nicolini, che ha deciso di condividere con il popolo di Facebook il suo ennesimo bagno di umiltà, dimostrando di saper osservare la realtà con lucidità e di possedere un forte temperamento. Per chi ancora non lo sapesse (ma chi potrebbe non saperlo?), l’ex portavoce del governatore Giovanni Toti ha visto cambiare radicalmente la propria esistenza con lo scoppio del Liguria-gate e, soprattutto, dopo le dimissioni del suo ex capo.
Per nove anni, Nicolini ha vissuto ai piani alti del palazzo di Piazza De Ferrari. Dalle sue finestre ha potuto osservare dall’alto le reazioni dei genovesi agli eventi - più o meno memorabili, chi ha dimenticato le sdraio attorno alla fontana o lo scivolo in via XX Settembre? - promossi dalla Regione. Accanto a lei un cerchio magico che ruotava intorno ad una stella lucente, quella mandata nel 2015 da Silvio Berlusconi a illuminare e dare prosperità alla Liguria intera. Ma, come nelle peggiori tragedie cosmiche, quella stella si è spenta ed è precipitata rovinosamente sulla Terra, portandosi dietro i suoi satelliti.
A quel punto, Jessica prova a brillare di luce propria, ma le 1780 preferenze raccolte, anche grazie all’impegno messo in campo dal padre, il mitico Netzer di Quezzi, non le bastano per entrare in Consiglio regionale. Il piano B consiste in un ruolo da gregaria nell’ufficio comunicazione dell’assessore Giacomo Giampedrone. Per qualche mese si adegua, ma è troppo poco per chi è stata così vicino al potere. Così, oggi decide di salutare l’amico Giacomo e mettersi in aspettativa dalla Regione Liguria. Non è una mossa azzardata, in mente ha un obiettivo ormai ben avviato: fondare con Toti un’importante agenzia di comunicazione con sedi a Milano, Genova e Roma.
Da dispensatrice di budget, Nicolini dovrà ora mettersi dalla parte di chi chiede. Una sfida ardua, visto che fino a pochi mesi fa erano gli editori e le concessionarie a inseguirla per venderle campagne pubblicitarie.
Non resta che attendere la presentazione ufficiale della nuova impresa. E chissà, magari un giorno piazza De Ferrari tornerà a brillare di quella luce perduta. O di qualche riflesso ben piazzato con la giusta strategia di comunicazione. Perché, in fondo, la rincorsa serve proprio per spiccare il volo. O, almeno, a provarci.

