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Quando a Cornigliano si voleva costruire una grande Disneyland

Disneyland Paris e (nei riquadri) Cornigliano oggi, il castello Raggio (demolito nel 1951) e Francesco Gastaldi

Sul dibattito attuale sul futuro di Cornigliano e della siderurgia, il docente universitario Francesco Gastaldi ha ricordato come, negli anni Ottanta, un progetto per l’insediamento di Disneyland a Genova fu considerato una sorta di boutade. I contrari, soprattutto sindacalisti e politici, temevano fra l’altro l’impoverimento professionale del personale che ne sarebbe conseguito e consideravano il piano un affronto alla dignità della classe operaia che da circa un secolo caratterizzava la città.

Riccardo Garrone, patron della ERG, era stato un convinto sponsor del progetto. Nel 1984 una delegazione di Disneyland USA venne a Genova, accompagnata da Garrone, dal presidente del porto Roberto D’Alessandro, dal presidente della Regione Liguria Rinaldo Magnani e dal docente universitario Victor Uckmar. A vantaggio di Genova gli americani valutavano la posizione cruciale e l’ottimo clima, ma si evidenziarono anche problemi logistici.

Alla fine degli anni Settanta, in Italia esisteva un solo parco di grandi dimensioni dedicato al tempo libero e ai divertimenti: Gardaland (peraltro il suo boom avvenne solo successivamente). Tuttavia, nello stesso periodo, molti esponenti di sinistra si opponevano alla “Città dei camerieri”. Secondo Francesco Gastaldi, professore di Urbanistica all’Università Iuav di Venezia, Genova era una “Città di tute blu”, dei camalli del porto, di un lavoro duro, una grande “città d’acciaio” per l’ampia presenza della siderurgia e della cantieristica, anche se negli anni Ottanta inizia un periodo di profonde incertezze e di timori, combattuto tra la difesa dell’esistente e la faticosa ricerca di una nuova identità e di un nuovo ruolo per Genova.

Ma di Disneyland non si parlò più.

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