Palazzo Tursi, Mascia (FI): “Sindacati non ascoltati e commercianti penalizzati”
Mario Mascia - Silvia Salis
"Ieri in commissione ci hanno detto che i sindacati erano già stati ascoltati e che erano favorevoli. Oggi scopriamo che non è vero". È con queste parole che Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale ed ex assessore allo Sviluppo economico, ha denunciato pubblicamente la gestione, da parte della giunta genovese, delle modifiche al Piano del Commercio.
Secondo quanto emerso, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILtucs, contrariamente a quanto riferito in sede istituzionale, non hanno ancora espresso alcun parere definitivo: "Prima vogliamo leggere bene i documenti", hanno dichiarato. Una posizione di prudenza che smentisce l’apparente condivisione sbandierata dalla giunta.
Ma la critica dell’opposizione non si ferma qui. "La cifra della giunta Salis - afferma il segretario cittadino di Forza Italia - sembra essere quella di uno ‘zero condivisione’, con sindacati, categorie, consumatori e organi consiliari sistematicamente esclusi dalle decisioni".
Nel mirino anche la recente installazione, senza preavviso, di una rotatoria e di nuovi divieti di sosta in piazza Fontane Marose. Un provvedimento adottato senza coinvolgere i commercianti della zona, con effetti negativi proprio su quel commercio di prossimità che l’amministrazione dichiara di voler tutelare. "Dal kiss and buy al kiss and bye bye", ironizza Mascia, criticando la penalizzazione del centro città.
Inoltre, tiene banco anche il caso dei lavoratori Phoenix, rimasti senza impiego dal 1° agosto, delusi da incontri "inutili e senza risposte" con la giunta. “Nessuno ci ha detto come e quando avremo una risposta”, hanno denunciato i sindacati.
Mascia chiede un cambio di passo: “Serve più rispetto per i lavoratori e un vero dialogo. Non si può governare con annunci e decisioni unilaterali". La proposta finale è chiara: riattivare i tavoli di confronto mensili, come quello sul lavoro al Blue District, che avevano caratterizzato la precedente amministrazione”. Perché, conclude, “per la città e per i lavoratori, questa fatica non è mai sprecata”.
