Strage di Sant’Anna di Stazzema, Salis: “La Resistenza è un muscolo che va allenato, come la memoria”
Silvia Salis, sindaca di Genova
Una cerimonia intensa, carica di memoria e di impegno civile, ha ricordato stamani le 560 vittime della strage nazifascista del 1944, tra cui 130 bambini. Nell’81° anniversario, per la prima volta il primo cittadino di Genova ha pronunciato l’orazione ufficiale: la sindaca Silvia Salis, tra i gonfaloni di Comune, Città Metropolitana e Regione Liguria, accompagnata dal presidente del consiglio comunale Claudio Villa, dal vicesindaco metropolitano Simone Franceschi e dal vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Arboscello.

La giornata è iniziata con la deposizione di corone di fiori e la Messa sul sagrato della chiesa, per poi proseguire con il corteo al Monumento Ossario Sacrario, dove si sono susseguiti gli interventi istituzionali, tra cui quelli del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del sindaco di Stazzema Maurizio Verona e del presidente dell’Associazione martiri Umberto Mancini.
Nel suo discorso, Salis ha ricordato che la strage “non fu una rappresaglia, né una battaglia: fu una barbarie disumana” e ha sottolineato come “ricordare e non dimenticare non siano la stessa cosa: il primo riguarda la mente, il secondo appartiene anche al cuore”. Ha parlato di una Resistenza viva, “un muscolo da allenare ogni giorno”, invitando i giovani a leggere, informarsi e coltivare il dubbio “come cintura di sicurezza della democrazia”.
La sindaca ha messo in guardia dal fascismo “mutaforma, capace di travestirsi da hashtag o da meme, ma sempre volto dell’odio”, ribadendo che “non c’è spazio per l’indifferenza nella nostra umanità”. Ha infine richiamato le parole di Gramsci sull’indifferenza e concluso: “Da Genova, da Sant’Anna, da questo sacrario dobbiamo ripartire. Perché oggi resistere significa combattere odio, disuguaglianze e violenze. La storia non la fanno gli spettatori”.


