Cristo degli Abissi, immersione interforze per restaurare il simbolo del mare
C’è un luogo in Liguria dove fede, memoria e subacquea si incontrano a diciotto metri di profondità: è la baia di San Fruttuoso di Camogli, che custodisce il celebre Cristo degli Abissi. Non è solo una statua bronzea di due metri e mezzo, ma un’icona mondiale, un simbolo che unisce i sub di tutto il pianeta e ricorda le vite spezzate dal mare.

Proprio oggi, 19 agosto, si è svolto un intervento speciale per garantirne la conservazione. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, con il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, ha coordinato un’operazione che ha visto fianco a fianco i nuclei sommozzatori di Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia Costiera e Marina Militare. Una collaborazione unica, lontana dalle emergenze quotidiane, che questa volta ha avuto come obiettivo un bene culturale identitario.

L’operazione si è svolta con tecniche innovative: niente più spazzole di ferro, che per decenni avevano assottigliato e ferito il bronzo. Oggi si utilizza una potente idropulitrice a cavitazione, capace di staccare incrostazioni e organismi marini senza toccare direttamente la superficie. Così si preserva anche la parte più delicata, le mani, già restaurate in passato dopo atti vandalici.
Il Cristo degli Abissi è stato realizzato nel 1954 dallo scultore Guido Galletti con bronzo ricavato da campane, eliche, cannoni e persino medaglie donate da vedove e madri di caduti. Un’opera nata dalla memoria collettiva e calata sul fondale da Duilio Marcante, pioniere della subacquea, in ricordo dell’amico Dario Gonzatti. Da allora è diventata un punto di immersione imperdibile, tanto da essere definita dal britannico Daily Mail “the world’s most breathtaking underwater attraction”.
“Il Cristo è un bronzo sofferente, ma simbolo di speranza – spiega Alessandra Cabella, storico dell’arte e sommozzatore che ne segue la conservazione –. Oggi abbiamo strumenti che ci permettono di proteggerlo davvero, senza aggredirlo”.

Soddisfatto anche il soprintendente Vincenzo Tiné, che parla di “un gioco di squadra con un altissimo valore simbolico”. E a fare eco è il sindaco di Camogli Giovanni Anelli, che invita cittadini e turisti a partecipare alle celebrazioni del 29 agosto, data in cui la statua fu posata sul fondale: “È un rito che unisce memoria, arte e comunità. Il Cristo degli Abissi è il nostro patrimonio più prezioso”.
Un bene che appartiene alla Liguria, ma che il mare ha reso universale. Non a caso il quotidiano britannico Daily Mail lo ha definito come la bellezza sottomarina più mozzafiato al mondo.

