In morte di un amico: Mario Bottazzi, ti ricordi…
Mario Bottazzi fra Vittorio Sirianni e Massimiliano Bellini (a sinistra)
Mario Bottazzi di Rapallo è mancato nel giorno del suo compleanno. È stato l’ultimo dei miei veri amici. Aveva 85 anni.
Si dice (e sono d’accordo) che la morte sia una parte della vita e come tale vada “vissuta” come un incidente di percorso, per cui si può riprendere un nuovo cammino.
Infatti, per me Mario è ancora qui accanto a me, al Mox, il mitico bar dei nostri incontri.
È una bella mattinata di sole, lui arriva col suo motorino, che piazza sempre in zona vietata. Gli amici Luigi e Max gli portano il solito caffè e i soliti tre pezzetti di focaccia. Al nostro tavolo due pacchetti gonfi di sigarette fanno bella figura.
Con Mario chiacchieriamo dei nostri ricordi, degli anni belli e sereni che abbiamo passato insieme.
Questa mattina ti trovo un po’ silenzioso, è così? Via Mario, di che cosa sei preoccupato? Hai vissuto una vita bellissima, sei stato un giovane play boy, un grande manager, un grande amico di tutti, un grande marito, un grande padre, un grande nonno… cosa vuoi di più? Dai, fumati la decima sigaretta.
Certo, mattina dopo mattina, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, abbiamo trascorso ore divertenti: la focaccia, il caffè lungo e caldo, eravamo tutti amici. C’erano Beppe l’insofferente, Luigi il visionario, Massimiliano l’amico degli astri, Lucia la regina della casa, Daniele, Laura, Luciana, sempre carica di pacchi della spesa, Ale, Fabio… e quella bella signora in bianco che chiamavi ragazza. E c’era anche Sonia, che hai sostenuto a sigarette per una vita.
Guarda, Mario, ti è caduto il sacchetto della spesa. Ma cosa sono quelle foto? Fai vedere, i tuoi 50 anni di matrimonio! Mi ricordo, un bel momento. Tutti gli amici attorno a te e a Luciana, mi ricordo non ti avevo mai visto così commosso. Hai amato molto Luciana. Eravate l’esempio della più grande incompatibilità di carattere, ma solo così si può andare avanti per mezzo secolo.
A proposito, Mario, è quasi l’una e devi andare a casa: Luciana ti ha già preparato gli gnocchi al pesto, non arrivare in ritardo. Sì, lo so che ho ragione, ma ora finiscila di fumare e vai al motorino. Ci vediamo domani mattina, anche se piove, eh…
P.S.: Da quel momento Mario non si è più visto. Per quattro mesi ha vissuto, purtroppo, un calvario da un ospedale all’altro. Solo in una mattina di fine agosto si è avuta la speranza che arrivasse. È arrivata invece la telefonata di Luciana: “Mario se ne è andato”. E il sole scomparve fra le nuvole.
Vittorio Sirianni

La festa per i 50 anni di matrimonio
