Il centrodestra a Tursi: “I primi 100 giorni della giunta Salis ci sono costati almeno 5 milioni al giorno”
La conferenza stampa di oggi
I capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale hanno presentato oggi in conferenza stampa un bilancio durissimo dei primi 100 giorni della giunta genovese guidata dalla sindaca Silvia Salis. Un giudizio unanime che, tra cifre e accuse, parla di promesse tradite, aumento delle tasse, cantieri bloccati e assenza di progettualità.
Secondo Ilaria Cavo (Noi Moderati – Orgoglio Genova), i primi 100 giorni sono costati ai genovesi oltre 512 milioni di euro, «con il rischio di sfondare il miliardo». Le principali voci di perdita sarebbero lo stop allo Skymetro (398 milioni), i 40 milioni a rischio per la funivia dei forti e i 74,5 milioni bloccati sul prolungamento della metropolitana. «Si tratta di 5 milioni al giorno buttati via - ha sottolineato Cavo - a fronte di zero nuove proposte. Solo aumento dell’Imu e possibili tagli alle agevolazioni per il trasporto pubblico. Genova non se lo può permettere».
Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia) ha parlato di «promesse illusorie», ricordando l’assenza di delibere sui Municipi, sul welfare e sulle politiche abitative. «Gli unici atti concreti sono stati colpire 27mila famiglie con l’Imu e rinunciare a 512 milioni di finanziamenti. Il resto è attribuirsi meriti del centrodestra, come il successo degli eventi sportivi e culturali».
Per la Lega, con Paola Bordilli e i consiglieri comunali, la giunta Salis avrebbe adottato una strategia «di storytelling distorto», attribuendo colpe alle precedenti amministrazioni. «Dal presunto buco di bilancio inesistente alle contraddizioni sui parcheggi, fino a Campostano: serve chiarezza, non propaganda», hanno ribadito.
Sul fronte sicurezza, Sergio Gambino (Gruppo Misto) ha denunciato il degrado crescente nel centro storico e l’assenza di interventi concreti: «Avevano promesso tram e metropolitana di superficie, ma siamo tornati indietro di cinque anni».
Durissime anche le parole di Mario Mascia (Forza Italia), che ha parlato di «Giunta del piange il telefono» per la scarsa disponibilità al dialogo con cittadini e sindacati. «Sono stati azzerati tavoli fondamentali su lavoro, edilizia e cantieri PNRR. Da una Genova 4.0 si rischia di tornare a una Genova 0.0».
Pietro Piciocchi (Vince Genova) ha invece tracciato un quadro di «inerzia e inattività», con grandi progetti come Waterfront di Levante e Sestri Ponente fermi al palo. «I primi 100 giorni dovrebbero essere di entusiasmo, invece vediamo solo una città in arretramento», ha detto.
Il centrodestra ha chiuso con un impegno comune: «Faremo opposizione costruttiva, pronti a sostenere progetti seri. Ma vigileremo, perché Genova non può permettersi altri 100 giorni come questi».
