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Caos rifiuti, Mascia (FI): “Commissione promessa mai convocata, serve chiarezza”

Mario Mascia e il meme sui rifiuti davanti a Palazzo Tursi

A Genova è caos rifiuti e in Consiglio comunale scoppia la polemica. Il capogruppo di Forza Italia, Mario Mascia, punta il dito contro la maggioranza denunciando la mancata convocazione della commissione consiliare urgente promessa per affrontare l’emergenza. “Alla Conferenza dei capigruppo di martedì scorso ci eravamo lasciati con l’impegno di riunirci entro questa settimana - ricorda Mascia - ma non è ancora arrivata alcuna convocazione. Un segnale tanto più irritante se si considera che l’assessora Silvia Pericu, nella risposta alla mia interrogazione, aveva rimandato ogni approfondimento proprio alla Commissione”. 

Secondo l’esponente azzurro, l’assenza di passi concreti dimostra “un gioco a rimpiattino tra Giunta e maggioranza consiliare”. Mascia ha chiesto al presidente del Consiglio comunale Claudio Villa di farsi garante dell’invio immediato della convocazione, sottolineando come “gli imbarazzi politici nel campo largo delle sinistre non possano giustificare ulteriori ritardi. Il problema è serio e va affrontato con serietà, come ha riconosciuto anche la sindaca Silvia Salis”. 

A corredo della protesta, Forza Italia ha diffuso un meme generato con l’intelligenza artificiale che mostra sacchi di immondizia davanti a Palazzo Tursi, sede del Comune, accompagnati dalla scritta provocatoria “Coming soon?”. “È una provocazione a fin di bene - spiega Mascia - perché se non si interviene subito, il rischio è che i cittadini, esasperati, finiscano davvero per portare i rifiuti sotto il Comune”.

L’ex assessore della giunta Bucci bis denuncia inoltre “preoccupanti rallentamenti nel servizio di svuotamento dei cassonetti dell’indifferenziata”, chiedendo soluzioni strutturali che includano “non solo le aree di stoccaggio, ma anche gli impianti di smaltimento”.

Mascia conclude rilanciando la proposta del presidente della Regione Marco Bucci: “Il progetto di un termovalorizzatore ridotto a Scarpino, da 200-240 mila tonnellate, o l’alternativa waste to chemical, rappresentano oggi più che mai una base di partenza concreta per evitare che Genova diventi un immondezzaio”.

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