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Rixi: “Genova rinuncia a un miliardo di euro, sono scioccato dalla mancanza di visione”

Edoardo Rixi - Silvia Salis

 

“Devo essere onesto: sono scioccato. Sono scioccato perché la giunta non ha una visione di città e Genova è la sola città che quest’anno rimanda a Roma quasi un miliardo di euro in opere che non vuole realizzare.” Così Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture, durante il dialogo con Massimiliano Lussana per il primo appuntamento del nuovo ciclo di “Incontri a Palazzo” di Telenord, in onda il 21 novembre.

Per Rixi, la decisione dell’attuale amministrazione non è solo uno stop agli investimenti, ma un segnale politico grave: “Genova deve crescere, offrire servizi di qualità, attrarre investimenti. Invece rinuncia a fondi già disponibili, con il rischio di perderli a favore di altre città”.

Il viceministro sottolinea come al ministero gli investimenti infrastrutturali siano stati portati avanti anche in presenza di governi politicamente distanti. “Non si possono politicizzare ponti e metropolitane. Se continuiamo così, ci chiederemo se un’opera è di destra o di sinistra.”

Rixi racconta anche colloqui definiti “surreali”, come chi teme che una metropolitana in Val Bisagno possa svalutare le case: “Nel resto del mondo succede il contrario. Qui il conflitto diventa consenso, ma è un limite enorme”.

Il monito finale è chiaro: Genova è il primo porto italiano, l’unico a competere davvero con l’Europa centro-occidentale. “Ha una grande responsabilità. Servono infrastrutture, non veti politici”.

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