Forza Italia tra garantismo penale e garantismo istituzionale
Giovanni Beverini
Per comprendere il significato che la battaglia referendaria alle porte riveste per il nostro partito, occorre tornare indietro nel tempo e rivolgere la nostra attenzione al momento storico nel quale Silvio Berlusconi diede vita alla propria creatura politica.
Occorre chiarire inoltre i contenuti del concetto di “garantismo” nella sua duplice accezione di “garantismo penale” e “garantismo istituzionale”.
Storicamente Forza Italia nacque nella notte del giustizialismo della Repubblica quando, sul terreno politico, dissoltisi gli storici partiti d’ispirazione liberal-democratica e riformista, il nostro Paese fu sul punto di cedere al massimalismo di sinistra.
Il partito creato dal nulla da Silvio Berlusconi fu capace di dare una risposta alle istanze liberali e garantiste rimaste senza voce in uno Stato divenuto ostaggio del peggiore populismo giudiziario. “Mani pulite” aveva alzato il velo sulle contraddizioni ed in alcuni casi sul malaffare di una intera classe politica ma il “terrore” giacobino e le vittime lasciate sul campo da quella stagione inducevano ad un ripensamento sulla funzione del diritto penale ed il ruolo della magistratura nel nostro Paese. Nel trentennio che seguì, l’azione politica di Forza Italia fu tesa alla ricerca di un difficile ma irrinunciabile equilibrio tra difesa sociale e tutela del singolo dall’abuso dei pubblici poteri (garantismo penale o delle libertà individuali).
Le battaglie per una giustizia più giusta che garantisse i diritti dell’individuo in ossequio ai fondamentali principi del pensiero e della cultura giuridica liberale contrassegnarono l’intera esperienza politica di Silvio Berlusconi e del partito da lui costituito.
Sul campo avverso invece molte forze politiche prosperarono di demagogia giudiziaria o di giustizialismo. Il meccanismo messo in atto da queste forze era - e continua ad essere tutt’oggi - semplice e da manuale: individuare un nemico o più latamente un bersaglio, attribuirgli la causa dei mali che affliggono la Società e scagliarvi contro l’opinione pubblica.
Utilizzare in quest’opera di demonizzazione (di una persona o di una classe di persone), una stampa (talvolta) compiacente ed una magistratura (sempre) sottoposta al vincolo della obbligatorietà della azione penale.
Sul terreno legislativo, invece, il populismo perseguiva - e persegue tuttora - l’obbiettivo di un facile consenso popolare con il ricorso al cd. “panpenalismo”, mediante l’estensione, cioè, dell’area degli illeciti penali e/o l’inasprimento delle pene per i reati già esistenti, sulla base del falso presupposto che più “divieti” e più “castighi” possano risolvere i problemi e le emergenze sociali. Oggi è indubbio che, tra i poteri costituzionali del nostro Stato, esista un deciso squilibrio, un marcato sbilanciamento in favore del potere giudiziario.
Ed è qui che si innesta l’esigenza del garantismo istituzionale che è tutela di ciascun potere costituzionale dalla invadenza e dalle prevaricazioni degli altri poteri.
Sul punto, la nostra classe politica deve fare ammenda: un tale squilibrio rappresenta infatti il naturale riflesso di una rinuncia da parte di quella alla esclusività’ del proprio ruolo propulsivo e di governo della Società.
La lotta alla criminalità e, più in generale, la soluzione ai problemi che affliggono la collettività debbono infatti essere condotte dalla azione di governo e non già delegate alla magistratura.
Su questo Forza Italia ha le idee chiare e si propone di riassegnare alla politica quel ruolo al quale la stessa pare avere abdicato.
Se il garantismo istituzionale deve contrastare le invasioni di campo di una magistratura onnipresente, il garantismo penale o dei diritti individuali (di cui abbiamo parlato sopra) ha lo scopo di assicurare, invece, un processo giusto, quello in cui le prevaricazioni del potere punitivo e pubblico possano essere contrastate attraverso l’effettività della difesa. E’ in questo quadro che si inseriscono la riforma per la separazione delle carriere ed il referendum confermativo.
La legge costituzionale cui Forza Italia ha legato in modo indissolubile, in questa legislatura, la propria azione politica rappresenta la chiave di volta per condurre il processo penale italiano nell’alveo della cultura giuridica liberale.
Un processo nel quale chi deve giudicare è collega, a tutti gli effetti, di chi accusa rappresenta un unicum nelle democrazie occidentali.
Affermare il contrario significa essere in malafede e conferma la funzione storica del partito fondato da Silvio Berlusconi

Giovanni Beverini
Segretario Forza Italia Provincia Genova
Responsabile Giustizia Forza Italia Liguria
