Dopo oltre 40 ore di discussione, il Consiglio comunale approva il bilancio. Salis: “Sono orgogliosa”
Silvia Salis, sindaca di Genova
Dopo oltre quaranta ore di discussione in Sala Rossa, il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Genova. Una manovra complessiva da 2,1 miliardi di euro che, secondo l’amministrazione, disegna una traiettoria di crescita e sviluppo per la città, con un indebitamento in progressiva riduzione: dai 953 milioni del 2024 agli 876 milioni previsti entro la fine del 2026.
Tra i numeri principali spicca l’aumento delle risorse destinate ai servizi essenziali: quasi 4 milioni di euro in più per il sociale, oltre 1,3 milioni per la manutenzione delle strade e 1 milione aggiuntivo per le scuole. Complessivamente il plafond delle direzioni cresce di 14,8 milioni di euro, con incrementi anche per cultura, verde pubblico, protezione civile, demanio e patrimonio.
«Arrivati al termine di questa maratona – ha dichiarato la sindaca Silvia Salis – desidero ringraziare gli uffici, sottoposti a uno sforzo straordinario, gli assessori, il vicesindaco Alessandro Terrile per il grandissimo lavoro di queste settimane, la maggioranza per la compattezza dimostrata e tutte le figure che hanno garantito il funzionamento dell’aula». La sindaca non ha risparmiato una stoccata alla minoranza, accusata di ostruzionismo, ma ha voluto comunque riconoscere il contributo arrivato da alcune proposte accolte. «Il bilancio è l’atto più importante che quest’aula si possa trovare ad affrontare: per me è una prima volta e sono orgogliosa di aver portato a compimento questo lavoro», ha aggiunto.
Sulla stessa linea il vicesindaco Alessandro Terrile, che parla di «un bilancio di crescita» capace di affrontare l’emergenza AMT, per la quale la giunta ha già stanziato oltre 22,1 milioni di euro aggiuntivi, e di rilanciare investimenti strategici come il prolungamento della metropolitana, il Waterfront, il recupero del Teatro Nazionale di Molassana e il ripristino della passeggiata di Voltri. Il programma triennale dei lavori pubblici ammonta a 496 milioni di euro, di cui 274 concentrati nel 2026.
Sul fronte delle entrate, il bilancio include manovre tributarie per 12,5 milioni di euro. Prevista la rimodulazione dell’addizionale Irpef, con soglia di esenzione innalzata a 15 mila euro, l’introduzione dell’addizionale sui diritti di imbarco portuale e, dal 2026, il ritorno dell’IMU sugli affitti a canone concordato allo 0,78%. Una manovra che l’amministrazione definisce equilibrata, tra rigore finanziario e attenzione sociale.
