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GeMUN a Palazzo Ducale: la diplomazia giovanile simula l’assemblea generale dell’ONU

LE INTERVISTE DI VITTORIO SIRIANNI

Genova si è trasformata ancora una volta in laboratorio internazionale di diplomazia giovanile con la 23ª edizione di GeMUN (Genoa Model United Nations), promossa dal Liceo Linguistico Internazionale Grazia Deledda, istituto gestito dalla fondazione comunale Fulgis, con il patrocinio delle Nazioni Unite. La cerimonia inaugurale di giovedì scorso ha animato la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, luogo di storici vertici internazionali come il G8, accogliendo studenti italiani e stranieri in un confronto serrato sui grandi temi globali.

Il filo conduttore dell’edizione 2026, “Boats against the Current: Choose Evolution not Regression”, ha sfidato i delegati a riflettere sulle trasformazioni geopolitiche, i conflitti, le crisi climatiche e le transizioni economiche. La metafora della navigazione controcorrente sottolinea la necessità di scelte coraggiose e cooperative, alternative a modelli di isolamento o scontro. 

L’assessora Rita Bruzzone, intervenuta in rappresentanza della sindaca Silvia Salis, ha ricordato l’importanza educativa dell’iniziativa: «Promuovere spazi di dialogo e collaborazione per le nuove generazioni è un diritto riconosciuto dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia. I giovani devono poter esercitare libertà e democrazia, comprendendo la complessità dei fenomeni globali».

La presidente della Fulgis, Tiziana Lazzari, ha aperto i lavori sottolineando il valore formativo della sfida: «Studiare, ascoltare, argomentare e rispettare regole comuni significa affrontare la complessità invece di ridurla a slogan». 

Circa mille partecipanti, divisi in comitati come WHO, ICJ e Consiglio di Sicurezza, hanno elaborato e votato risoluzioni su diritti umani, disarmo, economia globale e sviluppo sostenibile. Le decisioni saranno inviate alle Nazioni Unite a New York, evidenziando il ruolo formativo e potenzialmente influente del GeMUN.

L’edizione 2026 ha anche collegato simbolicamente la chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina con l’esposizione delle fiaccole olimpiche e iniziative sportive come linguaggio universale di pace. Panel universitari e incontri con esperti di cooperazione internazionale, economia, diritto e sport, insieme a ospiti come l’olimpionico Andrea Luchetta e rappresentanti di UNICEF e UN Foundation, hanno arricchito la manifestazione di contenuti educativi.

 

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