Referendum sulla giustizia, al Teatro della Gioventù l’incontro con il senatore Scarpinato per il No
L'intervento del senatore Roberto Scarpinato (foto Facebook Fabio Ceraudo)
Teatro della Gioventù di via Cesarea gremito ieri a Genova per “La vera posta in gioco”, l’incontro-spettacolo dedicato alla riforma costituzionale della magistratura che ha visto protagonista il senatore del Movimento 5 Stelle ed ex magistrato antimafia Roberto Scarpinato. L’appuntamento, organizzato a pochi giorni dal referendum del 22 e 23 marzo, ha richiamato numerosi cittadini interessati ad approfondire i contenuti della riforma.
Ad aprire l’incontro è stato il senatore M5S Luca Pirondini, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Non è un pubblico comizio - ha sottolineato - ma un momento di approfondimento per spiegare cosa c’è davvero dietro questa riforma. Un tema complesso che solo una persona con l’esperienza di Roberto Scarpinato può raccontare con chiarezza». Prima degli interventi è arrivato anche il saluto istituzionale della sindaca di Genova Silvia Salis.
Secondo Pirondini, il nodo politico della riforma è chiaro: «Questa modifica della Costituzione viene proposta per un motivo preciso, cioè consentire alla politica di controllare la magistratura». Il senatore ha poi richiamato le recenti polemiche sulla composizione della Commissione parlamentare antimafia, ricordando il disegno di legge presentato da esponenti della maggioranza che proponeva di escludere dalla commissione proprio Scarpinato e Federico Cafiero De Raho.
Nel suo intervento, Scarpinato ha ripercorso il rapporto tra magistratura e potere politico nella storia repubblicana, sostenendo che la riforma proposta dal governo rischia di alterare profondamente l’equilibrio disegnato dalla Costituzione. Secondo l’ex magistrato antimafia, il progetto di riforma mira a ridimensionare il ruolo del Consiglio superiore della magistratura attraverso nuovi meccanismi disciplinari e una diversa composizione degli organi di autogoverno, con un peso maggiore della componente di nomina politica.
Scarpinato ha inoltre criticato la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri prevista dal testo e la creazione di un nuovo organo disciplinare, ritenendo che tali modifiche possano incidere sull’autonomia dell’ordine giudiziario. «La vera posta in gioco – ha affermato – è evitare che si torni a una giustizia debole con i forti e forte con i deboli».
Nel corso dell’incontro sono stati ricordati anche diversi passaggi della storia delle grandi inchieste italiane su corruzione, mafia e poteri occulti, con l’ex magistrato che ha ribadito come l’indipendenza della magistratura rappresenti uno dei pilastri fondamentali dell’assetto democratico definito dalla Costituzione. L’incontro si è concluso con un lungo applauso del pubblico e con l’invito a partecipare al referendum dei prossimi giorni.

L'intervento della sindaca Silvia Salis (foto Facebook Marco Casini)
