‘Il traditore’: presentato a Genova il libro sul patto tra Hitler e Mussolini che cambiò la storia
L'autore Angelo Polimeno Bottai e il moderatore Dino Frambati
L'intervista di Dino Frambati all'autore Angelo Polimeno Bottai
Si è svolta martedì 5 maggio, al Circolo Unificato dell’Esercito di Genova, la presentazione del nuovo libro di Angelo Polimeno Bottai, ‘Il traditore - La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno’, pubblicato da Utet.
L’incontro, introdotto dal ‘padrone’ di casa, il generale Alfonso La Franca, ha richiamato un pubblico numeroso e acceso il confronto su una delle alleanze più controverse del Novecento: quella tra Adolf Hitler e Benito Mussolini.
In collegamento da remoto sono intervenuti anche lo storico Franco Cardini e l’imprenditore Carlo Carpi, promotore dell’iniziativa, offrendo riflessioni e approfondimenti su un saggio che propone una lettura inedita del rapporto tra il Führer e il Duce. A moderare l’evento è stato il giornalista e scrittore Dino Frambati.
Il volume ruota attorno a un interrogativo tanto diretto quanto controverso: chi tradì davvero chi? Polimeno Bottai, già vicedirettore del Tg1 e oggi responsabile di Tg1 Libri, ricostruisce in parallelo le vicende umane e politiche dei due dittatori, dalla loro ascesa fino al crollo finale. Ne emerge il profilo di un’alleanza segnata più da opportunismo e ambiguità che da autentica fiducia reciproca.
Secondo la tesi dell’autore, sarebbe stato Hitler a violare per primo gli accordi del Patto d’Acciaio, assumendo decisioni cruciali senza consultare Mussolini: dall’annessione dell’Austria all’invasione della Cecoslovacchia, fino all’attacco alla Polonia e alla campagna contro l’Unione Sovietica. Scelte che finirono per trascinare anche l’Italia in un conflitto devastante, spesso senza adeguata preparazione militare e strategica.
Il saggio, tuttavia, non assolve il Duce. Uno degli aspetti centrali del libro riguarda infatti le responsabilità di Mussolini, accusato di aver ignorato gli avvertimenti dei collaboratori più lungimiranti, che lo sollecitavano a prendere le distanze dalla Germania nazista prima che fosse troppo tardi. Seguendo Hitler fino alla fine, il dittatore italiano avrebbe finito, secondo l’autore, per tradire il proprio Paese.
Particolarmente significativa anche la rilettura del 25 luglio 1943. Basandosi su documenti diplomatici dell’epoca, Polimeno Bottai sostiene che i 19 gerarchi che votarono contro Mussolini non agirono con l’obiettivo di abbatterlo, ma tentarono fino all’ultimo di convincerlo a guidare l’uscita dell’Italia dalla guerra e a rompere con il Terzo Reich.
Tra gli episodi meno noti affrontati nel volume emerge inoltre il retroscena della nascita della Repubblica Sociale Italiana. Secondo l’autore, Mussolini avrebbe accettato la guida del nuovo Stato imposto da Hitler, rifiutando però di inserire nel nome ufficiale il termine “fascista”, quasi a voler segnare una distanza simbolica da un’esperienza ormai al tramonto.
Con uno stile divulgativo ma rigoroso, Il traditore si propone così come un contributo alla comprensione di uno dei periodi più drammatici della storia europea, riportando al centro il peso delle scelte politiche, delle ambizioni personali e delle responsabilità individuali che portarono il continente verso la catastrofe della Seconda guerra mondiale.
Soddisfazione è stata espressa dal promotore dell’iniziativa, Carlo Carpi: «Sono onorato e al contempo molto soddisfatto di aver valorizzato la Città di Genova in una iniziativa culturale di primissimo piano nazionale quale la presentazione dell’ultimo libro del giornalista Angelo Polimeno Bottai, con l’intervento del professor Franco Cardini il tutto moderato dal corrispondente di Avvenire Dino Frambati che ha visto una nutrita presenza di pubblico che si è reso partecipe nel dibattito finale. La Politica prima di tutto è idea ma questa non può dimostrarsi mai buona se non espressione di una sana cultura che solo iniziative come questa possono generare in termini virtuosi. Ringrazio inoltre il generale Alfonso La Franca che ha intrattenuto fattivi rapporti con il Circolo Unificato dell’Esercito che ci ha reso disponibile il magnifico Salone».
Al termine della presentazione, gli ospiti si sono ritrovati a casa Carpi per un apericena conviviale concluso con una 'Panarellina' dedicata al libro.









Da sinistra: l'imprenditore Carlo Carpi, il generale Alfonso La Franca, il moderatore Dino Frambati e l'autore Angelo Polimeno Bottai

Angelo Polimeno Bottai e Carlo Carpi
