Skin ADV

Davide Viziano racconta Siri

Card. Giuseppe Siri

Nell'intervista a Renzo Parodi, che è poi diventata un libro (De Ferrari Editore) l'ing. Davide Viziano

ha rivelato com'era nata la sua amicizia con il cardinale Giuseppe Siri. Al liceo D'Oria aveva come insegnante di religione monsignor Pesce che era anche il segretario del cardinale:
"Ci portò in Curia ad incontrarlo e tre o quattro di noi prendemmo l'abitudine - si era nell'anno della maturità - di tornare a trovarlo, il sabato sera. Da quei giorni fino al 1974, quando mi sono sposato, non ho mai saltato la visita del sabato sera al cardinale Siri. D'inverno in arcivescovado, d'estate al seminario del Righi dove si ritirava. Ci vedevamo dalle 20.30 alle 21.30: guerra fredda, viaggi in Russia, comunismo! Siri discorreva di ogni argomento. Ci raccontò come aveva salvato, con una telefonata a De Gasperi, il progetto dell'aeroporto di Genova che doveva essere cancellato, i suoi contatti con la politica da presidente della Cei e tante cose ed avvenimenti curiosi che fecero la storia d'Italia di quegli anni. Su un unico argomento Siri non aprì mai bocca, il Conclave. Alla morte di Giovanni XXIII era uno dei papabili, gli fu fatale una intervista alla "Gazzetta del popolo", in cui delineava i tratti del nuovo Pontificato, da molti visto come il suo pontificato. Del papa buono, con cui ebbe frequentazioni assidue, Siri ci raccontò diversi aneddoti. Roncalli era una persona molto religiosa, regalava costosi crocifissi, salvo a volte pentirsene. Li teneva in una cassetta custodita sotto il letto, glielo rivelò il segretario, monsignor Loris Capovilla".
Il Siri privato. Viziano ha raccontato: "Il contrario del personaggio pubblico, altero, lontano. In privato Siri era amabile, discorreva spesso in genovese, raccontava aneddoti. Era devoto di San Giuseppe e ci rivelò  che ogni volta che si stava costruendo una nuova chiesa (ne fece innalzare una cinquantina), magari sulle macerie di una chiesa bombardata, invocava San Giuseppe, al quale raccomandava il nuovo edificio.".
"Quando c'erano problemi veramente seri, andavo in cantiere e appoggiavo la statuetta di San Giuseppe sul terreno dove doveva sorgere la chiesa e tutto si risolveva", ci rivelò. Io ero una spugna e assorbivo i suoi insegnamenti di vita. La linearità dei comportamenti è uno dei principi che Siri mi ha trasmesso e che ho serbato con me".
..."Siri celebrò anche il mio matrimonio e ha battezzato le mie tre figlie. Avevamo preso di andare a fargli gli auguri di Natale, tutta la famiglia insieme. Siri apprezzava molto quel gesto. Pochi sanno che il cardinale aveva l'abitudine di frequentare i diversi ambienti della città: il lavoro, l'economia, i poveri. Voleva rendersi conto di come viveva la gente. E' una bella usanza che hanno fatto propria anche i suoi successori. La Chiesa per lui era anche l'elemento riequilibratore dei conflitti e Siri per Genova fu una guida, un punto di riferimento di individui e famiglie. Non è vero che fosse un despota, ascoltava tutti, anche i più oltranzisti, con grande apertura".

 Parola di Davide Viziano.

Pin It

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip

Genova Sport 2024