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Forza Italia, Toti nuovamente ad un bivio

Silvio Berlusconi con Sandro Biasotti e Giovanni Toti

Il dato politico è che il partito di Silvio Berlusconi alla fine dei tira e molla probabilmente non avrà più un assessore né in Regione Liguria, dove secondo l'ex coordinatore ligure di FI Sandro Biasotti "non c'è spazio", né nel Comune di Genova, dove Simonetta Cenci - nonostante tutti i tentativi di farla passare per azzurra - in realtà si colora solo della sua veste tecnica.
Se però si legge tra le righe della lettera non a caso inviata da Biasotti a Berlusconi proprio in questi giorni, per chiedergli di dare le chiavi di Forza Italia in mano a Toti e tornare a contare al centro della coalizione, si capisce che il partito azzurro è un po' come la Bella di Torriglia, nessuno lo piglia in giunta ma tutti lo vogliono.
Il motivo è semplice: tirare su un partito dal nulla in Italia già di per sé non è così semplice (Cambiamo viaggia dallo 0 all'1% nazionale, Toti si è già detto pronto a scioglierlo se si fa la Costituente dei moderati) ed è ancora più difficile se al centro c'è di mezzo Berlusconi con tutto il suo potere mediatico e con tutta la sua falange di parlamentari eletti nel 2018.
Il governatore ligure questo lo sa bene e ora come nell'estate del Papeete si trova ad un bivio: dare lo schiaffo definitivo a Berlusconi, tenendo il suo partito fuori dalla porta della Giunta, o dare un segnale distensivo, che senz'altro l'ex Cavaliere apprezzerà e sarà utile a spianargli la strada per Roma anche agli occhi della Lega di Salvini.

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