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Antigone alla Corte

Debutta martedì 5 marzo (ore 20,30) al Teatro della Corte Antigone, lo spettacolo interpretato da Gaia Aprea

con Fabrizio Nevola, Giacinto Palmarini, Alfonso Postiglione, Nunzia Schiano, Paolo Serra, Dalal Suleiman, oltre che con Anita Bartolucci nei panni di Tiresia. Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 10 marzo. Le scene sono di Maurizio Balò, i costumi di Zaira de Vincentiis, le musiche di Ran Bagno e le luci di Gigi Saccomandi.

Scritto da Valeria Parrella e prodotto dal Teatro Stabile di Napoli e dal Napoli Teatro Festival Italia per la regia di Luca De Fusco, Antigone è la libera rilettura di uno dei miti fondanti della civiltà occidentale. La giovane Parrella rivisita la tragica storia della sventurata figlia di Edipo, la cui prima testimonianza teatrale si deve al capolavoro di Sofocle, intrecciandolo con i temi quanto mai contemporanei dell’eutanasia e della segregazione carceraria.

Il problema centrale di questa Antigone d’oggi, infatti, non è più quello della sacralità della sepoltura del fratello Polinice, ma diventa quello dello staccare la spina a un famigliare malato terminale. Ed il serrato dibattito tra Antigone e lo zio Creonte finisce così con l’investire tanti altri temi d’attualità: da quello delle carceri come forma di sepoltura in vita a quelli della libertà individuale, del ruolo della donna nella società e dello scontro tra le generazioni.

Nato sulla scena della tragedia greca classica, il personaggio di Antigone è uno di quelli che ben s’adattano alla contemporaneità: trepida eroina preromatica per Vittorio Alfieri, giovanile icona della ribellione (romantica, femminista, ideologica) in molte riletture novecentesche della tragedia: da Jean Cocteau a Jean Anouilh, sino a Bertolt Brecht, diventa ora in modo originale portatore di valori che appartengono tutti alla nostra contemporaneità.

Scrive Valeria Parrella: «I temi principali che Antigone da sempre porta davanti al pubblico, lasciandoli insoluti, e di cui chiede il giudizio al Legislatore, sono la liceità della sepoltura anche ove essa non sia ammessa per legge, e la carcerazione. Su questi temi, Antigone e Creonte si fronteggiano determinati, tragici e costanti, senza mai perder terreno l’uno verso l’altro: anche se uno comanda e l’altra dovrà obbedire, poi la storia invertirà le parti lasciando colui che comanda senza scampo». E proprio da ciò ne consegue, aggiunge la Parrella, che: «Ѐ questo il momento storico per una riscrittura dell’Antigone. Non un esame dell'opera sofoclea o una modernizzazione della stessa, o una nuova traduzione: è questa l’epoca storica per mettere le mani nelle nervature della classicità dell’ opera classica più riscritta di tutti i tempi, provare a dare una risposta agli interrogativi che pone».

Per Antigone – in scena alla Corte da martedì 5 a domenica 10 marzo 2013 - sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.

Info: 010/5342300 www.teatrostabilegenova.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.genovateatro.it
orari: feriali ore 20,30 - domenica ore 16
prezzi: 25,00 euro (1° settore), 17,00 euro (2° settore) 

Paolo Fizzarotti

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