Mimmo Criscito alla guida della Primavera rossoblù: “Ai ragazzi trasmetto genoanità”
La presentazione del neo allenatore Mimmo Criscito
La Badia di Sant'Andrea, che occhieggia alla base della collina degli Erzelli, è un gioiello, impreziosito da un inquilino d'eccezione, il Genoa Calcio, che l'ha eletta a quartier generale del settore giovanile, uno dei suoi tradizionali fiori all'occhiello.
La villa, con ampio parco, ospita, oltre agli uffici del vivaio e del settore femminile, una quarantina di ragazzi non genovesi, cui sarà affidato il futuro tecnico del club. “La struttura - osserva fiero Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile rossoblù - dovrà essere corredata da un centro sportivo, e la società da questo punto di vista è intenzionata a intervenire. Già adesso, comunque, con la sua bellezza, la Badia convince i genitori di tanti fanciulli ad affidarceli”.
Proprio stamane la società del presidente Sucu ha presentato alla stampa il nuovo allenatore della formazione Primavera, dopo la partenza di Jacopo Sbravati approdato di fresco alla corte di Gasperini. Si tratta di Mimmo Criscito, ben più di una semplice “bandiera” del Grifone, dove giunse quattordicenne dopo essere stato pescato da Claudio Onofri, che nel napoletano aveva promosso una leva giovanile. Mimmo, dismesse le scarpe da calcio, è partito da mister degli Under 14 per salire agli Under 17 e ora ai ragazzi più maturi. C'è chi lo considera un predestinato, con il traguardo di succedere - magari tra qualche anno - a Daniele De Rossi al timone della prima squadra, ma lui si schermisce: “Io ora sono concentratissimo su quest'avventura con la Primavera, che mi permette di continuare i personali studi da tecnico. No, non mi manca il campo, inteso come impegno agonistico personale. Semplicemente vivo il calcio con un altro ruolo, che mi gratifica moltissimo”.
L'obiettivo è agevolmente delineato: “Parte dei ragazzi che allenerò mi hanno seguito dalla categoria inferiore, ma ricordo che alcuni di loro hanno iniziato il percorso dalla Under 8, quando erano proprio bimbi. Puntiamo a farli crescere al meglio e, ovviamente, a prepararne il più possibile per la prima squadra. La scorsa primavera ben otto elementi della Primavera hanno esordito in Serie A ed ora intendiamo spingere altri baby al grande salto. Sono ben sei gli elementi che si stanno già allenando con i grandi”.
L'impresa è alla portata. “D'altronde - aggiunge Criscito - con De Rossi la collaborazione è massima sin dal giorno del suo arrivo. Lui segue molto le vicende dei nostri giovani e non ha paura di lanciarli. Ovviamente, nelle gare di campionato il nostro modulo sarà identico a quello della squadra maggiore. Al di là di ciò, il mio compito è trasmettere entusiasmo, la gioia di praticare lo sport più bello del mondo e diffondere genoanità. Ma sempre col presupposto che i ragazzi debbano divertirsi”.
Roberto Trapani esalta la figura di Criscito: “In questi anni è cresciuto passo dopo passo rimanendo sempre umile e sfoggiando rare capacità anche a livello relazionale. Il nostro intento è formativo prima ancora che finalizzato ai risultati sportivi. Noi siamo aperti anche a spedire qualche ragazzo in Serie C, se viene richiesto: in certi casi può giovare alla sua formazione. Ci fa piacere essere considerati, assieme col Benfica, il club europeo che lavora meglio con i giovani. Quanto al reclutamento, è vero che abbiamo pescato anche nell'area geografica più vicina a noi, provando a scegliere tra i dilettanti chi ha già manifestato certe caratteristiche di base. Inoltre ci stiamo chiedendo come mai parecchi giovani con passaporto italiano finiscano per scegliere una soluzione estera. Ecco, ci piacerebbe riportare alcuni di loro in patria”.
Che il vivaio, con certe basi, sia redditizio nessuno ne dubita. “Il nostro budget - conclude Trapani - si aggira sui 6-7 milioni di euro e non è difficile, facendo due conti, ammettere che, attraverso le cessioni di alcuni prospetti di rilievo, gli introiti dovuti al vivaio sono stati superiori. Ma attenti: non ci sono solo i costi legati ai giocatori e, comunque, parte dell'incasso dovrà essere destinato alla crescita delle strutture”.
Pierluigi Gambino
