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La fantasia di Armando Ezio Capurro

Armando Ezio Capurro

Ho sempre saputo che sui social network se ne leggono di tutti i colori. Ma non avrei mai pensato

che le panzane potessero essere firmate anche da uomini pubblici. Che dovrebbero essere uomini d'onore.
Armando Ezio Capurro ha raccontato ai benpensanti che lo seguono che io gli avrei detto che tutto quello che esce su Rapallo su Genova3000.it mi viene riferito da Roberto e Carlo Bagnasco, i suoi acerrimi nemici.
Ebbene posso dimostrare che in tutta la mia vita questo Capurro l'ho incontrato solo due minuti al Caffè Balilla di Genova, durante la campagna elettorale, alla presenza della sua addetta stampa Antonella Cerchi mia amica da una vita.
Dico la verità. Non conoscevo Capurro, non mi era mai capitato di incontrarlo. Avevo però letto sui giornali le sue peripezie politiche. E, lo confesso, non mi interessava conoscerlo. Lo avevo detto anche ad Antonella e avevo aggiunto che mi meravigliavo che una persona come lei, anche se diventata nel frattempo una libera professionista della comunicazione, potesse aver accettato tra i suoi clienti anche un personaggio così folkloristico.
E lei: ma dai vieni, ti rivedo volentieri. E così per fare un piacere alla sua press-agent vado al Balilla (anche perché volevo approfittare dell'occasione per intervistare l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, che ora opera lì).
Vado al Balilla, intervisto Belsito, poi mi sposto nella saletta affittata da Capurro per la campagna elettorale, che voleva fare alla grande per cercare di tornare in Consiglio Regionale (che si è conclusa con un flop spaventoso, 4 soli voti nella sua Avegno e il lamento: “non mi hanno votato nemmeno i parenti!”).
Mi vede la Cerchi e mi viene incontro. Baci e abbracci. Poi chiama Capurro e gli dice: "Questo è Elio Domeniconi". Una stretta di mano, come impone il galateo, poi ognuno per i fatti propri. Non ho sentito quello che diceva (anche perché il microfono non funzionava) e naturalmente non ho votato per lui.
Da quel giorno, non l'ho più visto né sentito. Ora leggere "il direttore di Genova3000.it mi ha detto..." mi fa morire dal ridere. Per fortuna sono sempre meno le persone che credono in Armando Ezio Capurro. Lo fecero dimettere da sindaco di Rapallo. Non l'hanno rieletto in Regione.
Siccome posso provare quello che ho scritto, mi auguro che non lo piglino più sul serio nemmeno su Facebook.

Elio Domeniconi

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