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Boitano spera, Lunardon si dispera

Giovanni Boitano - Giovanni Lunardon

Nel 2015, prima di entrare in Consiglio regionale, Giovanni Lunardon (PD, 2532 preferenze) aveva dovuto attendere l’esito del ricorso presentato da Giovanni Boitano (Liguri per Paita, 2042 preferenze) che pretendeva un conteggio diverso dei cosiddetti resti. Il Tar aveva però rigettato il suo ricorso e all’ex segretario provinciale dell’UDC non era rimasto che lasciare il posto a Raffaella Paita che, da candidata presidente sconfitta, aveva comunque diritto a uno scranno in via Fieschi. Ma nel 2018 la moglie di Luigi Merlo è stata eletta alla Camera dei deputati e l’ex sindaco di Favale ha potuto prendere il suo posto.
In questa tornata elettorale l'ex democristiano e forzista Boitano si è presentato con la lista Toti Presidente. E’ risultato il primo dei non eletti (2195 voti), ma con molta probabilità entrerà in Consiglio regionale: a lasciargli il posto dovrebbe essere Ilaria Cavo, destinata a rifare l’assessore.
Per lo speleologo Lunardon invece l’avventura nell’aureo Consiglio regionale sembra davvero finita. In un lungo e amaro post (che inizia con “Cari amici e cari compagni”) su Facebook l’ex segretario regionale del PD ha annunciato che lo attendono “grandi cambiamenti” che affronterà cercando “di esserne all’altezza” e provando a fare ricorso a due doti trasmesse dai nonni e dalla sua famiglia: “l’umiltà di chi sa che anche con i piccoli gesti quotidiani si può essere utili a cambiare il mondo e la caparbietà di chi pensa che il futuro è un passo avanti anche rispetto al migliore passato”. Poi ha voluto ringraziare tutti, ma soprattutto “Megghy, la mia compagna, e tutta la mia famiglia che mi è sempre stata vicina e mi ha dato e mi da forza in ogni istante di ogni giorno”.
Se nel 2015 aveva gioito Lunardon, quest’anno potrebbe esultare il sempreverde Boitano.

Il post di Giovanni Lunardon

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